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Dim e Ps al governo: "Non trasformi i crediti di imposta in titoli di Stato"

5 apr 2019
Immagine di repertorio
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Rete e Mdsi puntano i fari sul prossimo assestamento di bilancio, previsto nella seduta consiliare di Aprile. Se così sarà – scrive Dim - un altro il Governo dovrà farlo a luglio per contabilizzare le perdite di Cassa di Risparmio del 2018 e in autunno farà quello consueto. “Ci troveremo – afferma - con tre assestamenti in un anno. In poche parole, ogni quattro mesi lo Stato cambia la propria direzione”.  Se il bilancio di previsione non conta più nulla – continuano i due movimenti - significa che il paese è privo di qualsiasi forma di programmazione e procede per continue e contraddittorie improvvisazioni. Si chiede, poi, cosa intenda la maggioranza quando dice di voler introdurre misure espansive. Teme un aumento delle spese: “un governo ai minimi storici, diviso su tutto, punta sul clientelismo per recuperare un po’ di elettorato, dispensando favori e infornate”. Dim si augura che il governo non tocchi gli articoli della Finanziaria contro la privatizzazione dell’AASS e la trasformazione dei crediti di imposta delle banche in titoli di Stato. 

Timore, quest'ultimo, condiviso dal Ps, che ricorda il quesito referendario, ammesso dal Collegio Garante e recepito nella legge di bilancio dello scorso dicembre. “E’ notizia di questi giorni che la maggioranza – scrive il partito - abbia in mente l’ennesimo colpo di scena, vale a dire abrogare quell’articolo di legge, fregandosene delle migliaia di firme di cittadini che avevano sottoscritto il referendum e soprattutto andando contro ad una sentenza del Collegio dei Garanti. Il Ps invita quindi Governo e Maggioranza a chiarire immediatamente le proprie intenzioni.