Direttore Bcsm: la maggioranza vuole la piena operatività dell'istituto. Accelera per gradimento dell'Aula

Manca solo il gradimento dell'Aula per il nuovo Direttore di Banca Centrale e la maggioranza spinge sull'acceleratore, affinché l'istituto di Via del Voltone torni pienamente operativo. Sfumato l'inserimento del comma specifico in questa seduta, è stato convocato un Ufficio di Presidenza lunedì. Si chiederà la convocazione di una nuova sessione del Consiglio, probabile di due giorni, nell'ultima settimana di settembre. Ci sarà il riferimento del Segretario alle Finanze sugli ultimi avvenimenti in Bcsm, il gradimento del Direttore e probabilmente anche la nomina del Consiglio Direttivo. Sulla figura di Raffaele Capuano – come è noto – c'è stato un duro botta e risposta fra maggioranza ed opposizione. Torna nel mirino il metodo, la mancata condivisione nonostante il tavolo aperto a Palazzo Begni. E c'è perplessità anche per quanto avvenuto in Consiglio Direttivo. Contraria ad una seduta straordinaria la Dc. Per Alessandro Cardelli è l'ennesima forzatura. “Se si fosse arrivati ad un nome condiviso – dice il capogruppo - saremmo stati disponibili”. Insoddisfatto sul piano del metodo anche Ps e Psd che però non ostacoleranno. Alessandro Mancini rileva positivamente l'accoglimento da parte della maggioranza della linea di indirizzo proposta dal suo partito in merito al canale istituzionale italiano. Un elemento di garanzia anche nell'ottica del rapporto con Bankitalia – rileva Iro Belluzzi – per riprendere percorsi da sempre ritenuti fondamentali, come memorandum d'intesa e centrale rischi. “Nessun preconcetto ideologico su Capuano – chiarisce Pedini Amati – ma occorre capire se arriva in accordo con l'Italia, significherebbe che ci sono elementi che ci consentono un'apertura di credito non più con il Fondo Monetario”. E invita Celli a spiegare in maniera chiara quale sia il progetto sulla San Marino futura. Difficile che Rete dia il suo gradimento. “Avevamo ripetuto le stesse cose anche per le nomine del cda di Cassa – ricorda Elena Tonnini - e in Consiglio qualcuno della maggioranza ha ammesso che qualche errore è stato fatto”. Matteo Ciacci non nasconde il rammarico che su certi temi non si riesca a fare squadra e che “prevalga – dice - la strumentalizzazione politica. “Peccato, perché su altri argomenti come il fine vita e la cittadinanza – dice – c'è stato un maturo e costruttivo dibattito”. "E' più che mai necessario che il direttore sia nel pieno dei suoi poteri - spiega Roberto Giorgetti. Avremmo voluto inserire il gradimento nel Consiglio uscente e siamo decisi a portarlo entro fine mese. La figura è assoulutamente di garanzia e non condividiamo le teorie di presunti elementi pregiudizievoli a suo carico, anzi – conclude il capogruppo di Rf - ci sembra che le critiche emerse si siano rivelate delle bufale”.

MF

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy