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Il discorso del Nunzio Apostolico

1 ott 2012
Il discorso del Nunzio Apostolico
Eccellentissimi Capitani Reggenti Teodoro Lonfernini e Denise Bronzetti,
Signor Segretario di Stato per gli Affari Esteri,
Sig.ri Ambasciatori e Membri Corpo Diplomatico-Consolare,
Signore e Signori,

Con grande onore e piacere il Corpo Diplomatico e Consolare accreditato presso la Serenissima Repubblica di San Marino si trova qui riunito per presentare vive felicitazioni e deferenti auguri agli Ecc.mi Capitani Reggenti, Teodoro Lonfernini e Denise Bronzetti, nella solenne cerimonia del loro insediamento.

Eccellentissimi Capitani Reggenti, ben consapevoli dell'importanza e della difficoltà del "governare', il nostro augurio vuol essere un solidale accompagnamento per una felice realizzazione dell'esercizio dell'Autorità durante l'intero mandato.

Si ammira il "governare”, che si presenta, tradizionalmente ed ancor più oggi, come "un impegno, serio e continuativo, a costruire la città degli uomini come casa di tutti, al fine di favorire la crescita integrale della persona e della comunità civile".

Tale compito sociale per essere efficace, in un mondo che va sempre più verso la globalizzazione, esige il coraggio lungimirante di un discernimento prospettico. Vale a dire la capacità d'individuare obiettivi vantaggiosi per la collettività e saggezza critica nel percorrere gli itinerari idonei per conseguirli.

Si tratta principalmente di disposizioni intellettive e morali, ma anche di competenze nel confronto leale con gli altri interlocutori e la sincera disponibilità a cooperare con tutti gli uomini di buona volontà, in vista del bene comune.

Una capacità quest'ultima - cioè la competenza nel confronto e cooperazione con gli interlocutori - che presuppone la percezione dell' "intero'. Infatti, solo chi coglie l' "insieme' è in grado di pensare correttamente la "parte". Del resto, dove manca la visione globale, il frammento si trasforma in “totalità”; tradendo così non solo l'universale al quale appartiene, ma anche se stesso.

Sempre in una prospettiva tradizionale, ci si compiace con il governante che risulti "il custode dell'intero sociale' e non "semplice uomo di parte. In definitiva questa ampiezza di orizzonti che va "oltre" i confini delle proprie appartenenze ideologiche ed associative è la "conditio sine qua non” per agire con giustizia. La giustizia come virtù cardine, definita lucidamente da Ulpiano "la costante e perpetua volontà di dare a ciascuno il suo".

Per essere" uomo giusto” l'uomo di governo, nella sua incessante e paziente tessitura dialogica deve, dunque, mantenere sempre un'apertura mentale ed etica a 360 gradi: disponibile, quindi, all'incontro costruttivo con tutti, nessuno escluso.

Il "Governare', in definitiva e sempre in una visione tradizionale, è l'uso del potere legittimo per il raggiungimento del bene comune della società e si concretizza nell'insieme di quelle condizioni sociali, che scuotono e favoriscono negli esseri umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno e più spedito delle proprie perfezioni.

E soprattutto nelle famiglie!

Nelle famiglie, che spesso, in questi tempi, incontrano tante difficoltà per la crisi economica che attanaglia l'Europa ed il mondo.

Oggi taluni parlano anche di una grave crisi della famiglia! In realtà, la stessa famiglia sammarinese è una ricchezza sotto tutti i profili: rappresenta una vera risorsa umana in una società, in cui uomini e donne spesso vivono in modo stressante e sotto pressione. In una società dove tutto si compra e si vende, la famiglia, seppur con alcuni lati meno felici, è l'ambito più espressivo della gratuità degli affetti, del legame, del dono, della certezza della solidarietà.

Ma questa ricchezza non cresce e non si riproduce da sola: ha bisogno di una guida che la incrementi. Insomma la famiglia, come soggetto vivo, in un tempo in cui mancano risorse finanziarie e si riducono investimenti sociali, la politica per la famiglia, nella sua costituzione naturale, dovrebbe restare una priorità.

Eccellentissimi Capitani Reggenti, all'inizio del loro mandato, -e qui penso d'interpretare il pensiero di tutti -rinnovo loro felicitazioni ed auguri per essere stati chiamati a guidare tante stupende realtà e portarle a buon fine, affinché questa antica e nobile Repubblica di San Marino possa continuare a godere di una solida stabilità, pace e progresso.