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DML: "Vogliamo rispetto per il partito" dicono gli ex colleghi , auspicando le dimissioni dal Consiglio

Si consuma lo strappo tra Domani Motus Liberi e Michela Pelliccioni

17 lug 2025
La conferenza stampa di Domani Motus Liberi
La conferenza stampa di Domani Motus Liberi

Domani Motus Liberi chiede a Michela Pelliccioni "rispetto per il partito". Le sue dimissioni dal Gruppo consiliare hanno lasciato tra i colleghi delusione e sorpresa, sentimenti più volte rimarcati, durante la conferenza stampa di oggi a Palazzo Pubblico.

Mentre si digerisce lo strappo e si ipotizzano "ragioni ancora da esplicitare di un atto premeditato", resta l'incognita sul post Pelliccioni, perché lo statuto prevede il vincolo di mandato. La consigliera dovrebbe infatti lasciare il suo incarico. "Ci aspettiamo che, come dice, in coerenza e in serietà faccia questo passo, dato che comunque lo statuto parla molto chiaro - commenta Lorenzo Forcellini Reffi, presidente DML -.  Se non lo dovesse fare ci riserviamo di capire quali saranno poi i passaggi successivi. Abbiamo un coordinamento degli organismi interni col quale poi discuterne in questi giorni. Prenderemo poi tutte le decisioni del caso".

"Le motivazioni dell'abbandono legate all'accordo con l'Unione Europea non hanno senso. Noi non siamo i detrattori dell'Europa - sostiene Fabio Righi, consigliere DML - che sottolinea come siano le carte a parlare. C'è l'ordine del giorno del 20 marzo, approvato all'unanimità, in cui il partito sostiene con determinazione il percorso che porta verso la ratifica, chiedendo però un effettivo coinvolgimento popolare ed una valutazione di impatto socio-economico. Quello del 14 luglio ha gli stessi contenuti.".

"Il Consiglio Grande Generale aveva già a marzo firmato un ordine del giorno con questi punti, quindi non vediamo perché non l'abbia fatto il 14 luglio, la famosa sessione consigliare in cui l'ordine del giorno della maggioranza non prevedeva i punti che riguardano il coinvolgimento della popolazione e che invece c'erano all'interno del nostro ordine del giorno, poi bocciato" continua Forcellini Reffi.

"Non saremo noi a promuovere il referendum popolare", ribadisce il partito, che lamenta continue strumentalizzazioni delle sue posizioni.

"La confusione c'è, ma la politica stessa va informata adeguatamente su quello che può voler dire l'impatto di un accordo come questo, non solo a livello economico, ma su tutti i settori del nostro Paese - conclude Forcellini Reffi -. Noi ci stiamo lavorando e ci spenderemo a brevissimo proprio per fare anche delle richieste molto specifiche su quelle che sono le informazioni che ci servono".

Nel video l'intervista a  Lorenzo Forcellini Reffi, presidente DML.






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