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Domani Motus Liberi dai Capitani Reggenti

Una delegazione del partito di opposizione ha espresso preoccupazione per l'arroganza del Governo e la dichiarazione di Canti sulla conclusione indagini, nel dibattito sull'istituzione della commissione di inchiesta per 'caso bulgaro'.

20 apr 2026
Domani Motus Liberi dai Capitani Reggenti

Poco prima delle 12, una delegazione di Domani Motus Liberi, composta dal capogruppo Fabio Righi e dal consigliere Gaetano Troina, si è recata a Palazzo Pubblico, dove è stata ricevuta dai Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva. Nel corso dell’incontro, durato circa mezz'ora, i rappresentanti del movimento hanno espresso preoccupazione in merito a quanto emerso durante il dibattito di venerdì scorso sull’istituzione della commissione di inchiesta relativa al cosiddetto “caso bulgaro”. In particolare, è stato richiamato l’intervento del Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, che ha indicato la conclusione delle indagini per la fine di maggio, una dichiarazione che evidenzierebbe una confusione tra poteri dello Stato. Domani Motus Liberi ha quindi espresso preoccupazione anche per quello che definisce un atteggiamento di arroganza da parte del Governo, manifestatosi in diverse fasi del dibattito.

Il commento del presidente di Domani Motus Liberi, Lorenzo Forcellini Reffi: “Siamo certamente preoccupati e il passaggio dalla Reggenza era obbligatorio perché stiamo cercando di utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per denunciare la situazione attuale. Ci raccontiamo di essere la Repubblica più antica del mondo e poi non riusciamo neanche a garantire le basi della democrazia, ovvero la separazione dei poteri. Nel momento in cui un segretario alla giustizia, racconta liberamente ai microfoni, del Consiglio Grande e Generale, che per quel che riguarda il 'caso bulgaro', le indagini finiranno a maggio.....E' chiaro che ha disposizione delle informazioni che sarebbero di competenza del tribunale. Poi dobbiamo anche sentirci dire che è normale così, perché siamo a San Marino. E per noi non accettabile”.





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