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Dopo la rinuncia della Cogetech, le Opposizioni chiedono un dibattito in Consiglio Grande e Generale

2 mag 2007
La sala del Consiglio
La sala del Consiglio
La vicenda delle sale per i giochi è un grosso pasticcio. Non hanno dubbi le forze di opposizione che tutte insieme, all’indomani del ritiro della Cogetech, la società indicata come partner tecnologico per la prima sala, quella di Rovereta, chiedono di fermare le bocce e di tenere un dibattito pubblico in Consiglio Grande e Generale. Ma le accuse non si fermano qui: ci sono – dichiarano gli esponenti dei 5 partiti – gravi responsabilità e chi ha condotto la trattativa deve ammetterle e prendere le decisioni conseguenti. Senza giri di parole puntano il dito sui Segretari di Stato all’Industria, Masi e alle Finanze, Macina, chiedendo le loro dimissioni. La questione – sostengono – è stata trattata con superficialità, a partire dalla concessione del nulla osta alla costituzione della Giochi del Titano Spa, con un partner privato di cui non si sono valutate con attenzione le credenziali. Una accusa questa lanciata da Monica Bollini. Lo avevamo detto – afferma Augusto Casali - e avevamo ragione. Se la Cogetech avesse avuto le carte in regola, rispetto alla legge sammarinese – aggiunge – non avrebbe abbandonato il campo. Ma Casali lancia anche una pesante critica politica: “chi predicava bene dall’opposizione – dichiara – ha razzolato male una volta al Governo e sono diventati a loro volta avvocati difensori rispetto ad azioni poco trasparenti sui giochi. Marco Arzilli parla di un silenzio assordante del Governo e chiede di conoscere i termini del trasferimento di quote, del passaggio dalla Giochi San Marino alla nuova società di gestione, di sapere se alla società che esercitava a Rovereta sia stata pagata o meno una buonuscita. Se così fosse – gli fa eco Claudio Podeschi – si sarebbe passato il segno. Poi una congettura: ci spingiamo a prevedere – affermano – che a sostituire la Cogetech finirà per essere una società con sede fuori territorio italiano, alludendo senza mezzi termini alla Casinos Austria. E mentre Alleanza nazionale ribadisce la necessità di uno specifico dibattito parlamentare e parla di possibili interessi inconfessabili, i Popolari invitano con forza a definire nettamente la distinzione fra gioco della sorte e gioco d’azzardo. Molti ancora gli interrogativi – dichiarano – in attesa di risposte.
La preoccupazione è che la situazione possa complicarsi ulteriormente, per questo chiedono di fermare le bocce e di vederci chiaro sull’intera operazione.