Ieri, in chiusura di Consiglio, il Segretario al Territorio Matteo Ciacci, intervenendo in fase di replica sul pdl emergenza casa, promette "sorprese sul tema degli immobili in pancia alle banche". “A breve – dice - avvieremo un cantiere sul nostro territorio che da tempo era fermo”. Annuncio sibillino che ha sollevato una certa curiosità tra la popolazione, soprattutto sentendogli pronunciare la parola “ecomostro”. Il pensiero va subito alla struttura di Acquaviva, tra i più noti edifici sammarinesi lasciati per anni all'abbandono.
Che la Segreteria spingesse sul recupero di immobili già esistenti non è una novità, più volte Ciacci ne aveva parlato nel contesto di soluzioni all'emergenza casa, prendendo ad esempio in campagna elettorale proprio lo stabile incompleto di Acquaviva.
“Abbiamo messo al tavolo le banche, le abbiamo fatte ragionare e avvieremo un percorso che ritengo proficuo” ha dichiarato ieri in Aula. Oggi preferisce non sbilanciarsi, rimandando i dettagli alla comunicazione ufficiale. Nell'attesa, però, abbiamo scoperto che l'ecomostro a cui faceva riferimento è proprio quello di Acquaviva, nato sulle ceneri della vecchia “Conceria” per accogliere 76 unità abitative.
I lavori iniziarono nel 2005 e si interruppero circa cinque anni dopo per la crisi del mercato immobiliare. Da allora il fabbricato è rimasto così, con alcuni appartamenti semifiniti ed altri allo stato grezzo. Ma la situazione, finalmente, starebbe per cambiare. Da indiscrezioni pare infatti che due banche sammarinesi siano pronte ad investire nella riqualificazione, ultimando almeno i primi 28 alloggi, compresa la parte esterna.
Per facilitare l'operazione il Governo starebbe lavorando ad una legge con incentivi per progetti speciali, in cui rientrerebbe a pieno titolo proprio il recupero di questa struttura dalle grandi potenzialità. Il cantiere - ci dicono – dovrebbe partire a breve.
Vedi anche: 'Ecomostro' di Acquaviva, Pedini Amati: “Priorità all'edilizia sociale”