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Elego presenta il programma e non teme lo sbarramento: "Saremo una sorpresa un po' per tutti"

Fari su sanità e turismo. Il movimento apre a tutti in un'ottica di confronto su programmi e proposte, differentemente da chi – dice Margiotta – ci ha escluso per veti e personalismi

di Monica Fabbri
7 nov 2019

“E' giunto il tempo di costruire” – esordisce il portavoce di Èlego Francesco Morganti. Sul tavolo il programma di Governo, “presentato agli aderenti il 6 ottobre”. Si punta ad un metodo nuovo, a partiti “che facciano da collante tra società e istituzioni non solo a ridosso della campagna elettorale”, e naturalmente ai contenuti, con uno sguardo attento alla sanità grazie al contributo dei medici Ghinelli, Soragni e Alfarano. L'attenzione non è però focalizzata solo sulla classe medica – chiarisce Diego Ghinelli – ma sulla valorizzazione di tutte le risorse umane dell'ospedale. Si parte da un imperativo, “ mantenere sovrana la sanità”.
Tra gli obiettivi la formazione attraverso accordi con università anche estere. Riguardo, invece, alle strutture private, “vanno intese – dice Ghinelli – come valido supporto allo sviluppo della sanità pubblica attraverso opportuni meccanismi di convenzione. Fari puntati, poi, sulla sburocratizzazione, ritenuta da Veronica Gasperoni elemento indispensabile per rendere il paese attrattivo. Non ha senso – dice - né il cup in ospedale che allunga le file d'attesa né il registro elettronico nelle scuole. Simona Casali guarda a commercio e turismo, settori che definisce “trascurati”, rilevando un calo del 40% dei visitatori, in controtendenza con la crescita del movimento turistico in riviera. Per ripartire – afferma – vanno ripresi i rapporti con i tour operator, non tanto da parte dei privati ma dell'ufficio di Stato per il Turismo “esautorato – dice – dalle sue funzioni”. Non manca, poi, un riferimento alla legge elettorale che i rappresentanti di Èlego non hanno votato, mancando la condivisione – spiega Tony Margiotta – sulle preferenze, con emendamenti che hanno creato – afferma - distorsioni inaccettabili tra elettori interni ed esteri. Nessun timore, poi, per lo sbarramento del 5%, " abbiamo fatto una scelta identitaria – afferma Morganti -  faremo la nostra partita da soli e saremo una sorpresa un po' per tutti". Si toglie qualche sassolino nei confronti di Noi per la Repubblica senza mai citarla, parlando di “4 partiti che si fondono in una lista unica solo per superare lo sbarramento”. Mentre, sugli apparentamenti, Èlego apre a tutti in un'ottica di confronto su programmi e proposte, differentemente da chi – fa notare Margiotta – ha escluso il movimento per veti e personalismi.

Nel servizio Francesco Morganti, portavoce Èlego