Si difende dalle accuse di aver preso a maleparole una consigliera di Rf il segretario al Territorio, Matteo Ciacci. Un caso partito dalle chat di WhatsApp e sfociato sui social. Tutto è iniziato da un comunicato in cui Rf accusava “un membro di Governo”, senza specificare il nome, di aver “pesantemente apostrofato” una sua consigliera con “epiteti poco consoni rispetto al ruolo ricoperto”.
Poco dopo ne è nato un dibattito social a tratti molto vivace, con la reazione diretta del Segretario al Territorio. Sulla pagina Facebook di una testata giornalistica locale, sotto alla notizia, Ciacci ha espresso dure critiche verso Rf, citando anche la consigliera Maria Katia Savoretti.
All'indomani dello sfogo, a bocce ferme, il segretario al Territorio chiarisce la sua posizione. “Non ho mai insultato la consigliera”, si difende. In merito al messaggio WhatsApp 'incriminato', sostiene di aver “semplicemente replicato in privato con toni accesi” a ciò che riteneva “un'evidente strumentalizzazione su una serata conviviale promossa quasi un mese fa dalla Segreteria”. Afferma di non condividere l'eventuale trasformazione della vicenda in un “caso politico” o in un “attacco personale”.
Ma allo stesso tempo aggiunge: “Mi scuso per la vivacità del (recente, nda) scambio sui social e, se la mia reazione è risultata eccessiva, porgo le mie scuse anche alla consigliera di Repubblica Futura”. “Credo sia poco utile”, sostiene, “tentare di costruire vicende politiche sul nulla”.
Il dibattito politico, però, si è ormai aperto. Dall'opposizione l'appello di Matteo Zeppa di Rete che, pur senza riferimenti diretti, in un post invita in sostanza a non superare il confine oltre il quale i social fanno perdere la cognizione delle “proprie responsabilità”, soprattutto se “si riveste un ruolo pubblico”. “Faremo i passi opportuni”, annuncia in queste ore Rf che parla di “attacchi gratuiti” verso la consigliera e suo figlio e di “sconcerto rispetto alla violenza e al tenore delle affermazioni” di Ciacci.