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Festa dell'Amicizia: sindacati e categorie economiche bocciano il Governo, la Dc chiede le elezioni

di Mauro Torresi
17 ago 2019

Per i rappresentanti di lavoratori e piccole e medie imprese l'attuale esperienza di Governo è “terminata”. Le critiche arrivano durante la serata d'esordio della 46^ Festa dell'Amicizia del Pdcs. La Democrazia Cristiana ha definito gli ultimi tre anni come un periodo di “conflitto politico e sociale senza precedenti”. Gli ospiti hanno offerto riflessioni sul tema e spunti per il futuro.

Tra un giro di interventi e l'altro il capogruppo del partito, Alessandro Cardelli, ha invitato ad andare quanto prima al voto, in tempo per la nuova legge di bilancio. “Questo Governo non ha più la forza di fare le riforme”, ha affermato Cardelli che auspica la formazione di una larga maggioranza in un periodo così complesso. Un esecutivo di “ampio respiro democratico”, è la formula usata da Giuliano Tamagnini, segretario Csdl, il quale ha parlato della “autoreferenzialità” dell'esecutivo, aggiungendo allo stesso tempo che “il Paese è in difficoltà non da oggi”. Anche per il capo della Cdls, Gianluca Montanari, serve una larga intesa. E' necessario, dice, “un quadro politico molto forte”.

Al centro il tema della rinascita perché per la presidente Osla, Monica Bollini, nel passato “San Marino ha fatto la cicala più che la formica”. Per Bollini il bilancio pubblico non è più sostenibile, condizione invece necessaria per accedere a un eventuale finanziamento estero, e bisogna pensare alle nuove generazioni. “Dobbiamo ragionare come una famiglia – ha esortato la presidente dell'Usc, Andreina Bartolini – se si fanno i sacrifici, devono farli tutti e con un obiettivo”. Il neo presidente dell'Usot, Luigi Sartini, ha parlato di una “disgregazione politica” e si è soffermato sul bisogno di una “identità turistica”, visto che “viviamo di un turismo meteoropatico”.

Banche, certezza del diritto, giustizia, riforma del mercato del lavoro e frontalieri sono stati i diversi temi toccati durante il dibattito che tornerà questa sera alle ore 21, sempre a Serravalle, con Mario Mauro, già ministro della Difesa in Italia, ed esponenti della politica sammarinese. Temi: i populismi e i sovranismi. Ma ci sarà anche la musica, dalle orchestre alle band del Live Festival. Domenica l'intervento del segretario Gian Carlo Venturini.