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Finisce la mobilitazione: i sindacati dicono sì alle modifiche IGR

L'Attivo dei Quadri congiunto approva gli emendamenti a larghissima maggioranza. Per le Categorie economiche la Riforma è ora sbilanciata sulle imprese. E chiedono di ridurre a tre anni l'aumento delle aliquote.

di Monica Fabbri
29 ott 2025

Con 147 sì, un solo no e un voto nullo, l'Attivo dei Quadri Sindacali ha dato il via libera agli emendamenti della Riforma IGR. Decisione prevedibile dopo la soddisfazione dei tre Segretari Generali di Csdl, Cdls e Usl al termine della lunga trattativa politica. Tutti gli interventi e le relative tabelle esplicative sono state illustrate ai delegati, che con la loro votazione hanno messo la parola fine allo stato di mobilitazione. Grazie al lungo lavoro di concertazione sono stati salvaguardati i principi fondamentali che le migliaia di manifestanti, in occasione dei due scioperi generali, hanno sostenuto a gran voce: progressività delle spese SMAC e delle relative detrazioni fiscali, e parità di trattamento tra lavoratori residenti e frontalieri. I sindacati sentono di aver vinto la partita? “Ha vinto la tenacia dei lavoratori e dei pensionati che ci hanno sostenuti in questi lunghi mesi di mobilitazione e di trattativa” risponde Enzo Merlini della Csdl. “Ha vinto la serietà delle proposte che sono state riconosciute da chi ora le deve tradurre in un provvedimento di legge”. “Hanno vinto le persone, hanno vinto i lavoratori e non dico volutamente frontalieri e residenti perché i lavoratori devono avere tutti gli stessi diritti e sono un corpo unico”, gli fa eco Francesca Busignani di Usl. “Sono stati dati dei contenuti molto buoni, siamo arrivati a chiudere la partita e quindi il sindacato ha vinto perché hanno vinto le persone”.

Il lavoro di mediazione ha dato quindi i suoi frutti, traducendosi in modifiche al testo che per essere approvato in Consiglio necessiterà di 39 firme. “La trattativa è stata complicata – ammette Milena Frulli di Cdls - molto serrata soprattutto nelle ultime settimane, e ha avuto una svolta fondamentale grazie ai due scioperi. Quindi devo ringraziare i lavoratori che ci hanno supportato perché riempire quelle due piazze è stato fenomenale. Devo anche ringraziare tutti i Quadri e tutti i rappresentanti sindacali che hanno sostenuto tutte le iniziative di mobilitazione. Grazie a queste iniziative si è arrivati a un risultato soddisfacente che ci rende orgogliosi del lavoro fatto”.

Intanto, questa mattina, il Segretario Gatti e membri di maggioranza hanno illustrato la Riforma alle categorie economiche. L'intervento che ha portato alla parità di trattamento tra lavoratori è stato apprezzato da Anis, che chiedeva di superare la discriminazione tra residenti e frontalieri. Al contempo, però, le associazioni datoriali rimarcano che quella che era partita come una Riforma equilibrata che richiedeva pari sacrifici, vede ora il peso sbilanciato sulle imprese. Chiedono che l'aumento temporaneo delle aliquote dal 17% al 18% sia ridotto da cinque a tre anni, dato che un periodo più breve – sostengono – garantirebbe maggiore equità, e permetterebbe al sistema economico di tornare più rapidamente a condizioni di stabilità e competitività. Poi, l'invito ad affiancare alla Riforma una seria spending review, ed investimenti pubblici a sostegno di imprese, occupazione ed innovazione. Vedendo in interventi mirati e concreti la chiave di una crescita reale e duratura.





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