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Fondi pensione: dopo la proposta Abs, attesa per il giudizio del Consiglio per la Previdenza

1 ott 2018
Fondi pensione: dopo la proposta Abs, attesa per il giudizio del Consiglio per la PrevidenzaFondi pensione: dopo la proposta Abs, attesa per il giudizio del Consiglio per la Previdenza
Fondi pensione: dopo la proposta Abs, attesa per il giudizio del Consiglio per la Previdenza - La riunione del Consiglio è prevista per domani mattina.
Un giudizio dovrebbe arrivare martedì 2 ottobre con il Consiglio per la Previdenza. Giuliano Tamagnini, segretario Csdl e componente dell'organismo che si occupa di questioni previdenziali, aspetta la riunione per pronunciarsi ufficialmente sulla proposta di Abs.

Nei giorni scorsi l'Associazione bancaria sammarinese ha indirizzato proprio al Consiglio una lettera in cui si ipotizza di “convertire tutte le giacenze attualmente investite a vario titolo” negli istituti di credito sammarinesi in certificati di deposito con cedole semestrali: il 5% delle giacenze a un tasso dell'1%, il 10% all'1,10% e il restante 85% delle giacenze a un tasso dell'1,35%.

Tra gli obiettivi dichiarati dalle banche c'è il supporto allo sviluppo economico del Paese attraverso una maggiore capacità di intervento delle stesse sul territorio e nell'economia. In chiusura della missiva, l'invito ad incontrarsi per avviare un confronto. Tamagnini attende il Consiglio ma, allo stesso tempo, non nasconde le perplessità generali in merito alla gestione dei fondi. “Non possiamo dare tutti i soldi alle banche - afferma - è un rischio troppo alto”.

Il segretario di Stato alla Previdenza, Franco Santi, sgombera il campo da previsioni negative e rassicura i cittadini. “I fondi rimarranno sempre dedicati allo scopo per cui sono stati costituiti”, dichiara Santi che tiene in considerazione la possibilità prospettata da Abs. “Farò di tutto per far colloquiare banche e Consiglio per la Previdenza”, prosegue. “L'idea – spiega – è trovare sistemi di impiego delle risorse vantaggiosi per entrambe le parti". “Polemiche gratuite – conclude - non hanno né capo né coda”.
 
Mauro Torresi