Forse dopo Pasqua il colloquio fra Capicchioni e Padoan

Forse dopo Pasqua il colloquio fra Capicchioni e Padoan.
La Pasqua potrebbe portare consiglio. I responsabili politici delle finanze di Italia e San Marino potrebbero incontrarsi per un confronto chiarificatore sull'atteggiamento della Guardia di Finanza, che incurante degli accordi continua a considerare San Marino in Black List. La reazione di San Marino era già arrivata in Via XX Settembre all'indomani dell'uscita dell'articolo del quotidiano Italia Oggi, in cui si metteva in evidenza come le Fiamme Gialle considerassero ancora San Marino tra i Paesi non collaborativi, e questo ignorando gli accordi sottoscritti, il percorso di trasparenza del Titano, l'adozione dello scambio di informazioni e, addirittura, il fatto che l'Italia avesse riconosciuto la Repubblica meritoria non solo di essere depennata da quella lista sgradevole, ma di essere inserita nella ben più nobile White List. “Non è accettabile”, aveva dichiarato subito il Segretario alle Finanze, Giancarlo Capicchioni, mettendo in evidenza non solo il disappunto della Repubblica ma anche il danno di immagine che ne deriva da questo atteggiamento. La Guardia di Finanza, come è oramai noto, ha inviato richieste di chiarimento sui flussi finanziari ad alcuni contribuenti, e su questo nulla da ridire. Ma negli inviti a presentarsi, si sarebbe tenuto conto di norme relative a quei paesi che ancora sono considerati non collaborativi. Questo non solo ha creato allarmismo fra coloro che hanno rapporti con San Marino ma ha riaperto una ferita profonda e questo, ovviamente, sul Titano non è piaciuto per nulla. Stando alle indiscrezioni, la Guardia di Finanza avrebbe chiesto chiarimenti anche a chi ha utilizzato assegni per acquisti privati di importi assolutamente di modesta entità. Fra Palazzo Begni e Via Venti Settembre, in questi giorni sarebbero circolate alcune note, anche se tutto viene mantenuto nel più stretto riserbo. Si vuole arrivare ad un incontro chiarificatore con il massimo responsabile politico della finanza italiana, questa volta però, non con una semplice stretta di mano o una pacca sulla spalla. La volontà è quella di vedersi riconosciuti gli sforzi compiuti ed il rispetto delle intese sottoscritte, ma anche di mettere definitivamente la parola fine su un clima di sospetto e sulle ombre che tali atteggiamenti possono far tornare sulla Repubblica.
SB

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy