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La fuoriuscita di 8 consiglieri dal Psd pone inevitabili riflessioni politiche

3 lug 2009
Palazzo Pubblico-
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Lo dicono i Democratici di Centro, prendendo atto della volontà dichiarata dal Gruppo Socialista Riformista di voler continuare a svolgere il proprio ruolo nell’ambito delle forze di opposizione. Per l’Esecutivo dei DdC la questione politica si affronterà – già nelle prossime settimane – non solo sui temi che si impongono per la Repubblica, ma su come si potranno risolvere. Il tratto distintivo, in sostanza, nascerà sui fatti e sulle proposte. “Saranno questi - dicono - a decidere il futuro di ciascun protagonista politico, partendo da una necessaria azione di controllo e di opposizione per sollevare le difficoltà di questa maggioranza che - rimarcano i Ddc - non potrà continuare a scaricare, con il solito ritornello, le responsabilità su chi era prima al governo”. “L’unanimità ottenuta dalle leggi sulle intercettazioni e le rogatorie internazionali sono - sottolineano i Ddc - il risultato dell’intero sistema. Questa è la dimostrazione che quando è in gioco l’interesse del Paese i Democratici di Centro non si tirano indietro. E questo indirizzo - anticipano - sarà tenuto anche in futuro sugli accordi internazionali, il bilancio e la crisi economica, a condizione che la maggioranza abbandoni le rigidità dimostrate in questi mesi”.
“L’opposizione abbia pazienza e cerchi di recuperare saggezza e serietà, giocando il ruolo che le hanno assegnato gli elettori”. Lo dice il coordinatore di Noi Sammarinese. Per Gabriele Gattei le elezioni hanno dimostrato che fine avrebbe fatto un terzo polo. “La minoranza si è sfaldata - dice - e dedica il proprio tempo a scambiarsi accuse reciproche con gli ex compagni di partito lanciando baci , in modo patetico, verso altri soggetti oggi nel Patto per San Marino, che fino a ieri - conclude - erano isolati come portatori di lebbra”.

Sonia Tura