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E' il giorno del Bilancio: Eva Guidi "facciamo sistema"

29 nov 2018
Il Segretario Eva Guidi
Il Segretario Eva Guidi
È il giorno del bilancio dello Stato ma anche del riferimento di Eva Guidi sull'ultima visita del Fondo Monetario Internazionale e della relazione della Commissione di controllo della finanza pubblica che ha fissato a 888milioni il debito pubblico. Il deficit lievita, in un anno, da 262 milioni a 888, a seguito della copertura delle perdite di Carisp e il rapporto debito/pil passa al 61%. Il debito effettivo senza conteggiare Cassa ammonta a 350 milioni, ha precisato il Segretario alle finanze che punta al pareggio. Ognuno deve fare la propria parte e nessuno può chiamarsi fuori, ha detto Eva Guidi sottolineando che questo significa anche lotta all'evasione. Non è tempo di conflitti ma di fare sistema, rimarca, ecco perchè è stato chiesto qualcosa a tutti. Gli introiti di ogni intervento ricorda, vanno a sostenere tutte le spese dello Stato: l'Iss, l'istruzione, le pensioni, il fondo di solidarietà, gli stipendi pubblici, anche le strade su cui circoliamo ogni giorno. Il Segretario alle finanze invita a non dare mai niente per scontato e sulla liquidità, ricordando che un tempo si viaggiava sui 250 milioni, precisa: abbiamo in cassa 24 milioni al 31 ottobre. L'economia è in ripresa, dice, ma con minor vigore del necessario. Il Fondo Monetario, ricorda Eva Guidi, chiede soluzioni permanenti per il sistema bancario e finanziario, risanamento dei bilanci con la conclusione dell'Aqr, la ricapitalizzazione di Cassa, il rafforzamento delle funzioni di BCSM. Il messaggio, sottolinea, è stato quello di procedere con maggiore determinazione e senza ulteriori ritardi. Positivo, conclude il Segretario alle finanze, anche il richiamo della Commissione di controllo della finanza pubblica che da anni invita a non sottovalutare mai i problemi. Il primo intervento è di Simone Celli, SSD, che proprio richiamandosi alle valutazioni del Fondo Monetario, difende e rivendica il suo operato alla guida delle finanze. Ribadisce anche che l'unica strada percorribile per risanare il sistema è quella degli accorpamenti perchè banche più grandi significa banche più solide. Celli dice anche che “per Cassa di Risparmio va preparato un robusto intervento pubblico che dovrà essere abbinato ad una revisione della governance introducendo nell’organigramma societario figure professionali specializzate in ristrutturazioni bancarie. Sul fronte opposto Marco Gatti, Pdcs. Questo, dice, “è un bilancio dei desideri, che non genera fiducia e non porta investitori”. Manca un progetto di rilancio del Paese, sono tutti interventi di facciata. Se anche ci fosse un unica banca ma i progetti industriali restano quelli che si leggono oggi, insiste, neanche quella avrà mercato.Fabrizio Perotto, RF, sottolinea che parlare di vessazione dei dipendenti pubblici è esagerato e fuori luogo. Il dipendente privato, ricorda, rischia tutti i giorni il posto del lavoro mentre operare nel pubblico crea serenità anche verso la propria famiglia grazie alla sicurezza del salario e alla prospettiva di aumentare la propria prospettiva di carriera. Iro Belluzzi, Psd, sottolinea il nuovo indebitamento per 40 milioni, in linea purtroppo – dice - ad una non reale ripresa economica. Il bilancio, ribadisce, prevede azioni che non portano a nulla, ma che provano solo a tamponare le emergenze e le falle di liquidità. Non va bene l'intervento sugli stipendi, dice Alessandro Mancini, Ps, quando è evidente a tutti quanto ancora si spreca in consulenze compresa, sottolinea, Banca Centrale che sta continuando a spendere centinaia di migliaia di euro. E la concertazione, ricorda, è un diritto, non si può aggirare. Anche per Davide Forcellini, Rete, le consulenze sono la principale fonte di sperpero. La Finanziaria, sottolinea, prevede solo tagli e non investimenti. Il governo le inventa tutte, dice citando la Csu, pur di non disturbare chi evade ed elude le tasse preferendo imboccare una spirale recessiva. Noi ci possiamo permettere rinunce, non sacrifici che sono altre cose, dice Jader Tosi, C10. I cittadini, rimarca, non sono vessati ma chiamati a fare la propria parte che potrebbe essere minore se chi deve pagare paga. Per questo aspettiamo risposte dal tribunale. Il rammarico del governo, dice il Segretario alla sanità, è di non aver ancora attuato quelle riforme strutturali che hanno bisogno dell'apporto di tutti per essere efficaci. Proprio per questo, sottolinea Santi, ci siamo presi più tempo per la riforma previdenziale. Tutti dobbiamo prenderci un pezzetto di responsabilità nel riscrivere le regole dice, e agganciare i fondi pensione al bilancio è una necessità non una stortura. Intanto il Segretario agli interni puntualizza: “non è vero che siamo un Paese allo sfascio. Ci sono indicatori di crescita che seppur deboli sono positivi”. Federico Pedini Amati, Mdsi, contesta il sindacato per “il silenzio sul fondo pensioni” chiedendo di tagliare anche i loro stipendi e il governo per una “politica fatta solo per aiutare le banche”. Torna sul rinvio a giudizio di Ciavatta e Santi e rileva “anomalie nelle inchieste in corso in Tribunale”. Non abbiamo notizia, dice, della denuncia di Dim rispetto al bilancio che riteniamo falso di Cassa di Risparmio.


Sonia Tura