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Giustizia: ancora critiche, da PDCS e DIM, sulla nomina di Giovanni Guzzetta

24 feb 2019
Giustizia: ancora critiche, da PDCS e DIM, sulla nomina di Giovanni Guzzetta
“Il PDCS non vuole alimentare uno scontro, ma si batte per l'affermazione della verità dei fatti e per il rispetto della legge”. Così la Democrazia Cristiana, sulla nomina del Dirigente del Tribunale, risponde al Segretario di Stato Renzi, accusandolo di “aver voluto procedere in tutta fretta ad una modifica dell'Ordinamento Giudiziario, utile a giustificare – recita una nota - le sue forzature istituzionali”. Per smorzare le polemiche – sostiene il Partito – sarebbe sufficiente che Guzzetta rispondesse pubblicamente ad alcune questioni. Come ad esempio se sia vero che – quando era ancora Presidente del Collegio dei Garanti – abbia assunto il ruolo di Amministratore, nonché Presidente del CdA della Open Gate Italia srl. E se rivesta tuttora quelle cariche. A Nicola Renzi, invece, la DC chiede perché, nell'ultimo Consiglio Giudiziario, abbia “preferito abbassare gli occhi e non prendere in esame – si legge nel comunicato – l'incompatibilità documentata”.

Sullo stesso tema intervengono anche RETE ed MDSI. Innanzitutto criticando l'azione del Governo sulla questione dello stipendio di Giovanni Guzzetta. Secondo la legge – recita una nota – dovrebbe essere rapportato a quello dei Giudici; e invece, continua DIM, l'Esecutivo ha emanato una delibera “in cui scrive che a Guzzetta spetta l'indennità del Magistrato Dirigente”, e poi – “visto che la delibera è fuori legge”, "presenta in sordina una modifica alla legge per sanare questa illegalità". Si afferma poi come il Dirigente versi un una “incompatibilità imbarazzante”. Considerata poi “inopportuna” - da Democrazia in Movimento – la partecipazione di Guzzetta al Comitato Scientifico della Fondazione Tatarella: questa, infatti, secondo DIM, sarebbe composta da “personalità della destra italiana”, tra le quali “personaggi vicinissimi a Francesco Confuorti”. “Possibile – conclude la nota – che dopo BCSM e CARISP si permetta che anche il tribunale possa venire macchiato da sospetti di influenze del controverso finanziere lussemburghese?”.