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Giustizia: dibattito sereno, dopo anni di forte contrapposizione

Toni pacati anche sul riferimento della Commissione Consiliare Speciale sulle Riforme

di Luca Salvatori
18 nov 2025

Ampio e partecipato il dibattito in Consiglio sullo stato della giustizia nel 2024, anche se – come ha osservato il presidente della Commissione Giustizia, Iro Belluzzi – "è imbarazzante discuterne a fine 2025". Tutti i gruppi hanno riconosciuto segnali positivi nell'attività del tribunale: riduzione della durata dei processi, diminuzione degli arretrati, prescrizioni tornate stabilmente a livello fisiologico. Dopo anni di tensioni nella magistratura e di duri scontri politici, il clima è cambiato, secondo maggioranza e opposizione. Un miglioramento attribuito, sia pure con accenti diversi, all’autorevole guida del Dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio, alla riforma dell’ordinamento giudiziario e – più recentemente – all’introduzione della ragionevole durata del processo.

Repubblica Futura ha però richiamato alcune criticità: l’estensione della querela nullitatis in sede penale, le attuali modalità del patteggiamento – ritenute penalizzanti per le vittime –, la carenza di organico in alcune funzioni del Tribunale connessa al ricambio generazionale e segnalata anche da Domani Motus Liberi. In chiusura, il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, soddisfatto per il confronto, ha annunciato la definizione di un progetto di legge per sollevare il Tribunale dal controllo preventivo di legittimità sugli atti pubblici, così da permettere ai magistrati di concentrarsi maggiormente sull’attività giurisdizionale.

Toni pacati e clima collaborativo in aula anche dopo il riferimento della Commissione Consiliare Speciale sulle Riforme Istituzionali, a cura dei due co-presidenti Filippo Tamagnini e Nicola Renzi. Terminata la fase delle audizioni, probabilmente a dicembre, il lavoro – ha spiegato la presidenza della commissione – entrerà nel vivo e il periodo da Natale a Pasqua sarà il banco di prova sulle reali volontà riformatrici. Annunciata la volontà di collaborazione con la Commissione di Venezia e anche le possibili audizioni di alti funzionari di altri stati. Da parte di tutti i gruppi espresso sostegno alla commissione anche se, per Giovanni Zonzini, di Rete, dovrebbe perimetrare il suo raggio d'azione, non trattandosi di una assemblea costituente. Dal Segretario di Stato agli Interni Andrea Belluzzi offerta disponibilità per la pubblicazione dei verbali delle audizioni, ritenute da più parti di estremo interesse.





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