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Giustizia in Consiglio: nella notte presa d'atto e procedura d'urgenza

di Monica Fabbri
18 feb 2020

Alle 22.40 il Consiglio prende atto della graduatoria del bando di concorso dei due giudici d'appello. Ci si arriva dopo un pomeriggio di reciproche accuse. Per Rossano Fabbri si mette finalmente fine ad una pantomima politica giudiziaria, “è da luglio – ricorda Nicola Renzi - che aspettano di entrare in servizio. E l'interesse maggiore – aggiunge - non è il loro ma dei cittadini che attendono di vedere le loro cause discusse in tribunale”. D'altro canto dalla maggioranza c'è chi solleva forti dubbi sulla regolarità del concorso dopo il ricorso del Professor Barchiesi, terzo classificato, e che ieri – comunica all'Aula il Segretario alla Giustizia – ha inviato una nuova missiva in cui chiede delucidazioni sul suo esposto. Gian Nicola Berti ricorda una norma dell'ordinamento secondo cui membri delle commissioni e partecipanti dei concorsi non possono essere colleghi. Barchiesi lamenta che fra i giudicanti c'era un collega di università di Morrone e Treggiari. “Sarebbe stato meglio aspettare – dice Berti - prima di procedere con il giuramento”. Per Matteo Ciacci non è questa la sede per contestare l'esito di un concorso ma “se il ricorso viene vinto – domandano Alberto Giordano Spagni Reffi e Alessandro Mancini - che fine fanno le sentenze dei giudici emesse nel frattempo?” Andrea Zafferani respinge l'idea che il bando sia stato fatto a vantaggio di qualcuno mentre per Sara Conti di Repubblica Futura solo quando la procedura si completa l'interessato può adire alle vie legali. “Non è il Consiglio a valutare un ricorso – chiarisce Denise Bronzetti – ma come consigliere, se ritengo necessario nel comma valutare procedure, ho il dovere di farlo, per tutelare Consiglio e Reggenza”. Infine qualche riflessione sulla sentenza del Collegio Garante. Per Alessandro Bevitori va rispettata non giudicata ma il Segretario Federico Pedini Amati ribadisce quanto sostenuto dal collega Marco Gatti: “La sentenza ci dice che il Congresso ha doveri rispetto alla presa d'atto eppure non c'è una legge che lo sostenga. E se l'ordinamento giudiziario ci dice che la presa d'atto va fatta in Consiglio sebbene non legata a votazione, va rispettato l'ordinamento giudiziario – chiede - o il collegio garante?” E' poi scontro sul progetto di legge sulla composizione del Consiglio Giudiziario Plenario. In Aula ci sono 55 Consiglieri quando viene votata la procedura d'urgenza che passa con 42 sì e 13 no. La maggioranza dunque accelera la discussione in aula con la contrarietà dell'opposizione che parla di forzatura e chiede il perché di tanta fretta. E' il tema più caldo, protagonista dei lavori del pomeriggio.