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Governo e soluzioni per il Paese, Tamagnini (CSdL): "Che si riparta al più presto"

Tutt'altro che chiusa, intanto, la partita sulle deleghe

20 dic 2019

Continua la girandola delle deleghe, sulle quali da giorni la neo-costituita maggioranza si sta confrontando in maniera serrata. La Democrazia Cristiana ha riunito nuovamente la Direzione per discuterne e poi avviare un giro di consultazioni interno al partito. E lo stesso stanno facendo le altre forze politiche. La situazione, dunque, resta fluida sia per quanto riguarda i nomi dei papabili, sia per le sfere di competenza, anche se alcune Segreterie sarebbero già blindate, salvo improvvisi stravolgimenti: in particolare Esteri, Finanze e Giustizia dalla Dc e gli Interni da Rete, mentre lo sport sarebbe tra gli ambiti più contesi, in questo momento, in casa NpR tra i propri esponenti indicati a ricoprire gli incarichi di Governo. La discussione, in generale, riguarda però anche la distribuzione delle deleghe cosiddette “minori” ma in realtà altrettanto strategiche come Informazione, Rapporti con le Giunte di Castello e con le due Aziende di Stato per i Servizi e i Lavori Pubblici. Insomma, la partita è tutt'altro che chiusa, il quadro ancora piuttosto nebuloso, e il riserbo mostrato finora dalla maggioranza, quindi, per nulla di facciata.

Intanto anche mondo imprenditoriale e sindacale attendono che il tutto si definisca interamente, nel programma e nelle persone, per intenderci “il chi farà cosa” citato nell'ultimo editoriale pubblicato da Fixing, per dare al Paese le risposte che necessita. L'auspicio comune è che si riparta al più presto. “Anche perché – commenta il segretario generale CSdL, Giuliano Tamagnini – siamo abituati a dare giudizi sull'operato e non sulle formule (riferendosi allo schema di Governo 5-3-2), per ora l'unica cosa che abbiamo. Attendiamo quindi di valutare i punti del programma”. Emergenza bancaria, il problema dei rapporti esterni, riforme e sviluppo, i temi chiave rimasti in sospeso e su cui occorre lavorare. Basilare sarà il confronto e il coinvolgimento delle parti sociali, “mancato – osserva Tamagnini – per tutta la scorsa legislatura salvo gli ultimi due mesi” e che invece risulta “sempre il miglior metodo – dice, infine - per ottenere soluzioni, che siano esse condivise o di compromesso”.