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Governo: la partita sui nomi dei Segretari resta aperta

La Dc tonerà a riunirsi il 27, Rete mantiene il riserbo. In Motus Liberi, Righi in pole postion. Npr punta su Gian Nicola Berti e Andrea Belluzzi

di Luca Salvatori
24 dic 2019

Anche in questa vigilia di Natale si sono susseguite le riunioni per definire la squadra di Governo, dopo le elezioni dell'8 dicembre, ma non c'è ancora nulla di ufficiale.

In casa Pdcs la partita forse più complessa con cinque segreterie da decidere e almeno una decina di consiglieri potenziali aspiranti per una poltrona in Congresso. In via delle Scalette, oggi, due riunioni fiume di Direzione e Gruppo consigliare che hanno deciso di rivedersi venerdì prossimo quando si punterà a chiudere il cerchio conciliando equilibri di Governo e di partito. Molto probabile, in ogni caso, che il Segretario Gian Carlo Venturini opti per continuare a guidare il Pdcs, senza entrare nell'esecutivo. Tra i nodi importanti, non ancora sciolti, il ruolo di Governo per Teodoro Lonfernini, secondo più votato nel partito.

Anche Rete non ha ancora reso pubblica la scelta definitiva dei suoi due Segretari di Stato che – questo è pressoché certo – andranno agli Interni e alla Sanità. Data per improbabile l'ufficializzazione dei nomi prima della prossima seduta del Consiglio, fissata per sabato 28 dicembre. Quelli in ballo, tra big e outsider, restano tre o quattro, secondo fonti informate. Nell'alleato Domani Motus Liberi, intanto, Fabio Righi in pole position per la Segreteria di Stato all'Industria, artigianato e - forse - anche commercio.

Noi per la Repubblica sarebbe infine orientata a proporre Andrea Belluzzi alla Cultura e Gian Nicola Berti per un'altra Segreteria di Stato. Un rebus che resta irrisolto quello della squadra di governo e quindi ancora suscettibile di variazioni, nei nomi e nella distribuzione delle deleghe.

La Giunta permanente per le elezioni, nominata ieri, intanto si è già riunita in mattinata e tra le tante schede nulle 8 o 9 sono state ripescate e validate ma la rettifica dell'esito elettorale, anche al netto dei due ricorsi presentati, sarebbe irrilevante ai fini della distribuzione dei seggi e dell'ordine di elezione dei candidati.