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IA, sicurezza e democrazia: il monito da Strasburgo

Di ritorno dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Gerardo Giovagnoli invita San Marino ad affrontare subito tutti gli aspetti della rivoluzione tecnologica

di Monica Fabbri
27 giu 2026

L'intelligenza artificiale corre. Le regole, molto meno. E mentre l'Europa accelera il confronto su sicurezza digitale e sovranità tecnologica, anche il recente attacco hacker al Consiglio d'Europa riporta al centro una domanda: siamo davvero pronti ad affrontare la rivoluzione dell'IA? A Strasburgo il dibattito è aperto. L'obiettivo non è fermare una tecnologia ormai entrata nella vita quotidiana, ma governarla. Perché, avverte il capodelegazione sammarinese all'APCE, Gerardo Giovagnoli, "quando si tratta di una tecnologia così innovativa e diffusa, il tema è come regolarla". La preoccupazione va oltre gli aspetti tecnologici. In gioco ci sono sicurezza, democrazia e indipendenza dell'Europa. “Perché c'è una concentrazione di proprietà e di informazioni totalmente localizzate al di fuori dell'Europa. Quindi si pone un tema chiaramente di sicurezza e di sovranità”, sottolinea Giovagnoli. Ma c'è anche un altro rischio, forse ancora più insidioso: “Si pone poi il tema di democrazia, nel senso che la fiducia che molti cittadini ripongno nelle risposte dell'intelligenza artificiale è molto alta, ma in realtà nessuno può garantire che le informazioni fornite siano neutre”. Da qui la necessità di costruire regole comuni e, soprattutto, di investire nell'educazione digitale. Tema affrontato anche dall'Estonia, considerata una delle nazioni più digitalizzate e tecnologicamente avanzate a livello globale. "Il tema dell'educazione diventa centrale. Cioè il fatto di insegnare ad usare questi strumenti. Questi strumenti non sono appunto neutri. È necessario che siano spiegate le potenzialità dal punto di vista positivo, ma anche negativo.È una cosa da fare subito". E San Marino? Per un piccolo Stato la sfida è ancora più delicata. Giovagnoli invita a guardare alle indicazioni del Consiglio d'Europa e ad agire senza perdere tempo: "Non possiamo rapportarci in termini di forza, di potenza. Fenomeni come questo, che sono internazionali, giungono a San Marino senza barriere. Quindi inevitabilmente quello che succede a livello continentale e anche il Consiglio d'Europa sono le prime fonti di normativa e di esempio che possono essere utilizzate anche da San Marino”. L'ultima riflessione è anche un monito. “Sappiamo avere già molte vulnerabilità rispetto alle telecomunicazioni e al contesto digitale. Forse è bene che si prenda, diciamo così, il toro per le corna e si faccia una valutazione complessiva su tutti gli aspetti della rivoluzione tecnologica, compresa l'IA, in un momento in cui forse ancora qualcosa si può fare”.


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