Preoccupati per l'impatto della Riforma IGR. Questa volta – a legge approvata - è l'Associazione Frontalieri Italia San Marino a lanciare l'allarme. “I calcoli e le simulazioni sembrano indicare” – scrive A.F.I.S - “un aumento complessivo del carico fiscale” sulle tasche di chi varca il confine per lavorare. “Nonostante l’obiettivo dichiarato di un “riequilibrio fiscale” - si legge - i dati suggeriscono che l’applicazione della nuova IGR, in combinato disposto con le normative fiscali italiane, potrebbe tradursi in una sostanziale penalizzazione economica per molti lavoratori frontalieri”. Si parte dalla revisione dei benefici: per i non residenti, la conversione di alcune voci da deduzioni a detrazioni con soglie più stringenti contribuisce a peggiorare il saldo fiscale finale, tenendo conto delle tasse da pagare in entrambi gli Stati. La ridotta capacità di detrazione in Italia e la non completa possibilità di recupero di spese essenziali come quelle sanitarie, per mutui o per ristrutturazioni, rischia di comportare una riduzione significativa del potere d’acquisto della categoria.
Sotto la lente anche la “Concessione SMAC”: misura accolta positivamente ma che da sola – fa notare A.F.I.S. - non “non risolve il nodo fondamentale del trattamento fiscale”. Per ottenere livelli di agevolazioni paragonabili a quelli riconosciuti negli anni scorsi, è oggi necessario sostenere un volume di spese più elevato sul territorio sammarinese. Il che risulta particolarmente difficile per chi non risiede in zone limitrofe. Viene poi segnalato che per i turnisti, i distaccati all’estero e i pensionati è praticamente impossibile concentrare sul Titano le spese tipicamente collegate alla residenza e quelle ordinarie di vita quotidiana. Da qui l'appello ad equità e dialogo costruttivo, per un trattamento fiscale che rispecchi i principi di non discriminazione. “Una differenziazione marcata basata unicamente sulla residenza anagrafica – avverte l'Associazione Frontalieri - potrebbe apparire in contrasto con lo spirito degli accordi internazionali e con il percorso di integrazione con l’Unione Europea”. Sollecita tavoli di confronto a livello nazionale ed internazionale per individuare soluzioni eque che tengano debitamente conto del contributo economico e sociale fondamentale che i lavoratori frontalieri italiani offrono all’economia sammarinese. Se ne parlerà durante l'incontro pubblico del 4 dicembre.
Sulla Riforma IGR abbiamo interpellato l'Ambasciatore d'Italia a San Marino: “Ho sottolineato a più riprese che il frontalierato è un patrimonio comune straordinario tra Italia e San Marino” afferma Fabrizio Colaceci. “Quindi i due Paesi devono sentirsi felici di averlo, perché arricchisce San Marino di professionalità e arricchisce gli italiani non solo di ricadute economiche con il loro lavoro e occupazionali ma anche di stimolo a portare avanti e far conoscere la cultura imprenditoriale sammarinese. E' questo secondo me il messaggio che non dobbiamo mai perdere di vista da una parte o dall'altra della frontiera, questo gigantesco capitale che beneficia i nostri due Paesi”.
In serata sono intervenuti a riguardo i tre sindacati di San Marino, criticando i dati diffusi sui social dall'avvocato Giovanni Benaglia, commercialista di Rimini e consulente dell'AFIS. Per Benaglia le discriminazioni sono state confermate, mentre per Csdl, Cdls e Usl egli ha "snocciolato una serie di informazioni infondate".
Nel video la dichiarazione dell'Ambasciatore d'Italia a San Marino