“Per capire il progetto di riforma IGR occorre guardare al contesto generale in cui si trova il Paese”: il Psd esplicita il senso politico di fondo del provvedimento, difendendone la ratio. "L'IGR cambia perché è cambiato il Paese - osserva Luca Lazzari -, siamo sui mercati finanziari per il debito e dobbiamo dimostrare quindi affidabilità e non solo di volere spendere ma anche di riuscire a creare quel margine che serve per gli investimenti perché senza investimenti il debito non si ripaga".
Cosa cambia? "Il nuovo assetto Igr – si sottolinea – produce effetti di equità su lavoratori dipendenti e pensionati. Paga in sostanza qualcosa in più chi ha di più – spiega il segretario del partito - per aiutare chi ha di meno. Chi ha un reddito sotto i 23mila euro annui godrà di un alleggerimento fiscale; su un reddito invece di 30mila euro, ad esempio, il maggiore carico fiscale sarà di 130 euro, pari a 7 euro al mese. Un segnale di solidarietà fiscale". Tra i punti più controversi, di certo la misura che riguarda i frontalieri. Per il Psd, "nessuna tassa etnica ma il ripristino di una parità di trattamento" tra lavoratori residenti e non residenti. “I sindacati, sul piede di guerra, fanno il loro mestiere – dice Lazzari – ma si tratta di una distinzione giusta, non discriminatoria. Sta, però, al Governo calibrare e mediare con responsabilità ed intelligenza le eventuali ricadute di questa misura sul piano dei rapporti bilaterali con l'Italia”. "Non ci sarà alcun aggravio per lavoratori dipendenti e pensionati residenti, - continua - ma una redistribuzione fra i redditi alti e i redditi bassi. Nessuna tassa etnica, ma l'applicazione di un principio di salvaguardia della territorialità che è applicato da tutti i paesi. I frontalieri potranno recuperare quello che pagheranno in più a San Marino, grazie all'accordo contro le doppie imposizioni, in larga parte".
A segno la battaglia per far cadere la minimum tax: “avrebbe colpito sì, le sacche di evasione - continua la Presidente Psd Silvia Cecchetti – ma anche chi si trova in reale difficoltà. Ora con l'introduzione dello strumento dell'accertamento finanziario si crea un meccanismo di emersione oggettiva – rimarca - di chi sia realmente in perdita, nel segno del riequilibrio”. "Con l'attivazione dell'accertamento finanziario, che non è uno strumento punitivo, ma è uno strumento intelligente e mirato, - dettaglia ancora Lazzari - si dirà finalmente basta all'evasione sistematica e questo è un cambio di paradigma".
Processo che però non può prescindere dalla lotta agli sprechi ed una decisa riduzione della spesa pubblica. "L'intervento da qui alla fine dell'anno, - spiegano - sarà consegnato alla Segreteria di Stato per gli affari interni, per una revisione sulla spesa improduttiva, su quelli che sono gli sprechi, pensiamo per esempio alle consulenze, agli affetti passivi che paga lo Stato, agli appalti, ecc".
Di pari passo all'intervento sull'IGR, la necessità di una agenda di sviluppo: "Per pianificare in modo serio le cose da fare da qui a un anno, - conclude Luca Lazzari - perché riparare la coperta va bene, ma se vogliamo stare tutti al caldo bisogna lavorare per una coperta più grande".
Nel video l'intervista al Segretario Psd, Luca Lazzari.