"Igr: una non-riforma da ritirare": il titolo della serata pubblica organizzata dalle opposizioni dice tutto. Forze di minoranza compatte contro la misura. Voci critiche sul piano politico che procedono in parallelo alla battaglia sindacale. A Domagnano c'erano anche i rappresentanti di Csdl, Cdls e Usl, per un confronto sulla misura. Dalle opposizioni critiche al comportamento "poco istituzionale", dicono, del Segretario alle Finanze. Insistono sulla necessità di fermare l'introduzione della misura.
"Per come si sono svolti i lavori in Commissione - afferma Sara Conti (Rf) - e per l'atteggiamento del segretario Gatti e della maggioranza compatta che lo sostiene, non sembrano esserci margini di manovra per noi, per le opposizioni, per cambiare le cose. Comunque non molleremo". "L'atteggiamento in Commissione Finanze del segretario e la grande risposta del popolo sanmarinese in piazza con lo sciopero dà un unico messaggio - aggiunge Elisa Zafferani (Domani Motus Liberi), cioè che questa riforma non s'ha da fare".
"Sono riusciti anche a fare peggio rispetto alla stesura della prima lettura - commenta Emanuele Santi (Rete) - e i soli 12 emendamenti non vanno nella direzione dell'equità e della giustizia sociale". "Questa riforma - dichiara Alessandro Rossi (Demos) - testimonia ancora una volta un atteggiamento basato sulla furbizia e sui aspetti clientelari: comune denominatore di certe maggioranze che continuano a impoverire il Paese".
Nel servizio le interviste a Sara Conti (Repubblica Futura), Elisa Zafferani (Domani Motus Liberi), Emanuele Santi (Rete) e Alessandro Rossi (Demos)