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Il discorso dei Capitani Reggenti Eletti

1 apr 2019
Il discorso dei Capitani Reggenti Eletti

La Reggenza accoglie con la più viva gratitudine l’alto indirizzo augurale appena pronunciato da Sua Eccellenza Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico, Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato in Repubblica, formulando all’alto Plenipotenziario e a tutti gli Ospiti convenuti in questa Sala sentimenti di alto onore e di sincera cordialità.

E’ un messaggio di cui i nuovi Capitani Reggenti faranno tesoro nel corso del semestre, perché lancia moniti e appelli a mantener fede ai valori e ai principi che sorreggono il buongoverno e, allo stesso tempo, a perseguire linee direttrici assolutamente condivise in tema di salvaguardia del patrimonio sociale e naturale. Apprezziamo particolarmente il richiamo alla tutela ambientale e al crescente movimento d’opinione ad esso afferente, che interpella vivacemente una più incisiva azione dei Governi e una presa di coscienza collettiva.

La Reggenza accoglie i Rappresentanti del corpo diplomatico e consolare con sentimenti di alta stima e amicizia, riconoscendo il valore propulsivo della collaborazione fra Stati, la necessità di rafforzare i confronti e le intese bilaterali, nonché di promuovere una rinnovata cultura del multilateralismo. Una cultura che dobbiamo perseguire e implementare con determinazione, per far conoscere e diffondere nei fora internazionali il nostro contributo di civiltà e di propensione al dialogo.

Per questa ragione, è ambizione e desiderio pregnante di San Marino poter rivestire un ruolo sempre più concreto nella promozione del dialogo, della cultura, dei diritti umani e della pace, diventando una possibile sede privilegiata di confronto a livello internazionale, un luogo in cui trasformare valori e principi in azioni realistiche.

San Marino crede fermamente nella forza dell’azione concertata e condotta all’interno delle Organizzazioni Internazionali, Nazioni Unite in primis, e nel contributo offerto da tutti i membri della comunità internazionale; è una convinzione maturata dall’esperienza che la Repubblica ha svolto e svolge tuttora in partenariato con altri Stati, piccoli o grandi che siano, assumendo e sostenendo posizioni, in conformità al suo patrimonio di valori e di principi unanimemente riconosciuti.

In questo spirito accogliamo con sentimenti di viva soddisfazione e di sincero orgoglio il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Sua Eccellenza Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo ruolo di Oratore Ufficiale, che caratterizzerà oggi la sua presenza sul Titano. Sua Eccelleza Ghebreyesus -cui la Reggenza esprime gratitudine per aver accolto l’invito a svolgere l’alto adempimento istituzionale- riconosce il ruolo fattivo che la Repubblica svolge in seno all’importante Agenzia delle Nazioni Unite, così come confermato anche dai legami progressivamente istituiti a livello generale e regionale; legami forti, assunti nell’intento di promuovere una cultura della salute che passi, necessariamente, attraverso l’adesione ai parametri internazionali e allo scambio delle buone pratiche adottate su scala globale.

Ne è concreta dimostrazione l’incontro ad alto livello in corso in queste giornate a San Marino, che mette al centro dell’OMS il ruolo e le azioni svolti dai piccoli Stati e dagli stessi rilanciati in ambito internazionale. Oggi l’Oratore Ufficiale ci indicherà la rotta del futuro sviluppo delle politiche sanitarie a livello mondiale; e lo farà da un pulpito che ne recepisce pienamente la portata e ne attua le direttrici con l’esempio e con il concreto recepimento.

Ci preme altresì esprimere sentimenti di deferenza e alta stima all’Ambasciatore d’Italia a San Marino, Sua Eccellenza Guido Cerboni, Vice Decano, cui ci uniscono rapporti istituzionali e personali di viva cordialità, scanditi dalla fraterna amicizia che lega i nostri Stati. E’ doveroso, in quest’alta occasione istituzionale, richiamare il rapporto speciale ed esclusivo che San Marino intrattiene con la vicina Italia, con la quale condividiamo i principali aspetti della vita dei nostri Popoli.

All’Italia ci accomuna un’ampia convergenza di vedute e di strategie, a livello bilaterale e nel contesto multilaterale, oltre che la condivisione di un’identità politica, storica e culturale che intreccia la vita delle nostre Istituzioni e dei nostri Popoli. In particolare -e sempre grati al sensibile apporto offerto convintamente dall’alto diplomatico accreditato in Repubblica- siamo incamminati verso il raggiungimento di ambiziosi obiettivi comuni, quali il rilancio integrale della collaborazione bilaterale, da promuoversi anche attraverso la revisione del testo base che da ottanta anni, con progressive modifiche, regge i principali ambiti di cooperazione: la Convenzione di Amicizia e di Buon vicinato del 31 marzo 1939.

Siamo altresì fiduciosi -perché confortati da posizioni espresse in tal senso- che si possa addivenire celermente anche alla definizione della criticità riscontrata nel periodo recente, in seguito all’adozione di una normativa italiana fortemente impattante sull’economia e sui cittadini sammarinesi. Così come siamo grati all’amica Nazione Italiana per la concreta vicinanza -mai peraltro venuta a mancare- manifestata nel percorso negoziale che sta impegnando il nostro Stato in ambito europeo.

E’ oramai a tutti noto il cammino intrapreso, congiuntamente ad Andorra e a Monaco, che condurrà all’adozione di un Accordo di Associazione con l’Unione Europea. Con sincera soddisfazione prendiamo atto -e ne accompagneremo fedelmente lo sviluppo- dell’accelerazione recentemente impressa al negoziato e della volontà di pervenire nei prossimi mesi alla parafatura del testo base; un impulso sostanziale che -auspichiamo- possa fondatamente accendere speranze e maturare aspettative in capo ai tanti sammarinesi, che da una maggiore integrazione potranno ottenere benefici indiscussi e nuove opportunità in ambito economico, sociale e culturale.

Il contesto internazionale chiama ogni Paese ad offrire il proprio contributo e ci conduce oggi verso sfide sempre più impegnative, perché allargate alla dimensione globale, fortemente messa in discussione nelle sue condizioni di sostenibilità. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite rappresenta una sfida prioritaria per ogni membro della comunità internazionale che ha a cuore la pace; e la pace non è tale senza sviluppo integrale, senza giustizia sociale e senza tutela dell’ambiente.

“Abbiamo finito il tempo”, grida al mondo la giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, lasciando tutti senza parole, nel racconto di quello che sta accadendo e di quello che non si sta facendo per scongiurare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici. Sono parole e concrete manifestazioni di azione e di pensiero, assunte nell’accorato desiderio di una forte mobilitazione per un’effettiva inversione di rotta che possa salvare il pianeta. La Reggenza, in perfetta sintonia con il messaggio appena pronunciato da Sua Eccellenza Tscherrig, plaude all’efficace stimolo propulsivo che sta contagiando larghe fasce di società in tutto il mondo e si compiace che il seme gettato da Greta sia stato raccolto anche in Repubblica, con la promozione di un’iniziativa ispirata al valore della giustizia climatica.

“Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza”, prosegue Greta nelle sue numerose dichiarazioni ai leader mondiali; un concetto che riconosciamo in tutta la sua portata, che facciamo nostro, poiché radicato in ogni cittadino sammarinese che crede nel valore delle idee, al di là del peso e della potenza di chi le esprime. Per questa ragione, San Marino è intenta a promuovere responsabilmente il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo, anche attraverso il recepimento degli stessi nel proprio ordinamento e l’adozione di politiche mirate. L’Agenda rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale, che dovrà accompagnare le nostre politiche negli anni a venire; di pari passo con la sua adozione ed effettiva implementazione, la Reggenza richiama le profonde similitudini e la stretta relazione tra il documento delle Nazioni Unite e la contemporanea pubblicazione dell’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco dedicata alla “cura della casa comune”.

Due documenti distinti, ma con evidenti connessioni riconducibili, in particolare, alla comune tensione verso la ricerca di uno sviluppo sostenibile integrale e con ricadute, in entrambi, sulla dimensione ambientale, politica, etica ed economica. La Reggenza si affaccia al nuovo semestre nell’auspicio di poter svolgere l’alto mandato esercitando appieno il suo ruolo super partes nell’esclusivo interesse del bene del suo Popolo e in un clima di correttezza istituzionale e di concordia fra le forze politiche.

Sarà garante delle Istituzioni e rigorosa nel rispetto delle regole democratiche che sovraintendono al loro funzionamento. E’ nostro vivo intendimento -e ci porremo con fermezza in ascolto delle istanze politiche e sociali- portare, e talvolta riportare, il confronto e i dibattiti istituzionali al doveroso rispetto dei ruoli e delle parti, bandendo atteggiamenti e posizioni strumentali ad alimentare tensioni e ad impedire il regolare svolgimento delle funzioni istituzionali. In tutti coloro che ricoprono ruoli istituzionali e che hanno a cuore il bene della Repubblica è fondamentale -ad avviso della Reggenza- il richiamo al più alto senso dello Stato e al ripristino di un clima di pluralismo dialettico sereno e proattivo al raggiungimento dei principali obiettivi di crescita.

Siamo particolarmente vicini ai temi cruciali per un definitivo rilancio del comparto turistico e commerciale e per una nuova economia reale che passi, inevitabilmente, attraverso le nuove direttrici dell’internazionalizzazione e di una politica di attrazione degli investimenti lungimirante e concepita su rinnovati benefit per le imprese e per gli investitori. Allo stesso tempo non trascureremo, bensì concentreremo sensibilmente la nostra attenzione sui nostri giovani, perché ci stanno a cuore il loro futuro, le loro speranze, i loro desideri. Siamo consapevoli delle difficoltà che possono riscontrare nella loro affermazione, in un sistema che non sempre è in grado di valorizzare e supportare pienamente aspirazioni e talenti personali.

La Reggenza intende spronare i giovani cittadini nella ricerca costante di un’autonomia, che possa realizzarsi attraverso l’investimento nella crescita del senso di indipendenza e della personale creatività. Sono questi tre assi fondamentali su cui maturare una coscienza di responsabilità e far sì che i sentimenti di incertezza e disillusione non prendano mai il sopravvento sulla speranza. Prendersi cura dei nostri giovani significa, per le Istituzioni, concedere loro opportunità e strumenti di crescita, creando le migliori condizioni per il loro pieno utilizzo, al fine di costruire un futuro a loro immagine. Siamo particolarmente convinti che la via della cultura, delle buone relazioni, del rispetto delle regole concordate, della trasmissione di principi sani e, non da ultimo, dello sport, siano gli strumenti propri a dare voce e dignità alla piena realizzazione di un giovane cittadino.

La Reggenza crede profondamente nello straordinario valore educativo dello sport, una delle attività umane più significative e ambito di formazione privilegiato, insieme alla scuola, in cui poter apprendere e creare relazioni; la disciplina sportiva consente di sprigionare appieno i valori di lealtà, di condivisione, di spirito di squadra, creando ponti di dialogo e superando barriere personali e socio-culturali. Lo sport -ed è un aspetto cui la Reggenza riconosce una valenza prioritaria- è promotore di meccanismi di inclusione e di valorizzazione delle differenze.

Degno di menzione è in Repubblica il particolare attivismo di enti, associazioni e volontari che, in crescita esponenziale, si adoperano lodevolmente nello sviluppo di abilità e nella piena integrazione di giovani atleti meno fortunati, divenuti oggi, anche su scala internazionale, un vanto e un orgoglio per il nostro Paese. Per questa ragione desideriamo confermare il nostro impegno convinto per favorire pienamente lo sviluppo dell’enorme potenziale della nostra nuova generazione, affinché sappia mettere a frutto un’educazione imperniata sull’accettazione dell’altro, sul mutuo sostegno e sulla competizione utile a diffondere i risultati dell’impegno, della formazione e della conoscenza, mai disgiunti dal sacrificio.

Da ultimo, ma non certo per ordine di importanza, va il nostro pensiero consapevole e il nostro appello a fortificare il senso di comunità che passa, inevitabilmente, attraverso la valorizzazione del nucleo centrale da cui parte l’ispirazione al servizio collettivo, rappresentato dalla famiglia; un’istituzione che non conosce battute d’arresto né perdita di valore, se ad essa si continua ad attribuire il ruolo propulsivo di risorsa della società, d’eredità per il futuro e vero centro di umanità.

E’ dovere e responsabilità dello Stato -e la Reggenza non mancherà di esercitare la propria forza morale e istituzionale- creare tutte le condizioni, a livello legislativo e di attenzione verso il mondo del lavoro, per garantire soprattutto l’avvenire dei nostri giovani e sostenerli nella realizzazione del loro progetto di famiglia. Un progetto che deve intendersi allargato alla pluralità di individui, per la capacità insita in ogni microcosmo familiare di divenire portatore di interessi diffusi nella più ampia società, rispecchiandone le preoccupazioni, le fragilità, le aspettative, le speranze.

La forza del nostro Paese -ne siamo profondamente convinti- passa inevitabilmente attraverso l’affermazione di una comunità sociale aperta alle attuali sfide e consapevole del proprio tempo; una comunità che sappia intercettare le istanze di tutti i cittadini e che non si lasci tentare dall’abbaglio di traguardi effimeri e non consoni alle capacità e alle risorse del Paese. Riteniamo altresì utile un richiamo al senso proprio della politica, esercitata all’interno delle sedi istituzionali e promossa tra gli stessi cittadini, intesa nella sua forma più alta di azione al servizio della collettività, mai anticipata e contagiata da interessi differenti, economici in primis.

La Repubblica di San Marino, dall’alto della sua vetta non soltanto fisica bensì rappresentata dalla sua plurisecolare storia di libertà e di neutralità, può permettersi di ribadire la necessità di riappropriarsi del vero primato della politica, esercitata da rappresentanti che sappiano scegliere, assumere responsabilità e avere sempre chiaro l’interesse nazionale. Nell’attuale processo di ammodernamento dell’intero comparto economico- finanziario, con ricadute sulla sfera sociale e culturale, sollecitiamo quindi le nostre forze politiche a condurre tale processo di sviluppo, infondendo fiducia nelle Istituzioni e sicurezza nelle scelte, facendo unicamente perno su quel patrimonio indivisibile, rappresentato dal bene comune del nostro Popolo. Nell’alto ruolo che da oggi assumiamo, con fedeltà assoluta alle sue prerogative sovrane, saremo sempre al fianco dei nostri amati cittadini.