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Il Governo replica a Le Iene: "Servizio denso di luoghi comuni e disinformazione"

7 set 2020
Il Governo replica a Le Iene: "Servizio denso di luoghi comuni e disinformazione"

“Il paradosso di San Marino: da noi discoteche chiuse, lì si continua a ballare”. Con alcuni video pubblicati sui social media, estratti da alcuni recenti momenti di festa e di musica in territorio, Le Iene fanno un parallelo tra la Repubblica e l'Italia in materia di norme anti-Covid, mostrano “ragazzi che ballano in gruppo senza alcuna mascherina né distanziamento”, restituendo al pubblico una immagine del Titano senza regole e buon senso. Immediata la replica del Congresso di Stato che in una lettera aperta, rimarca - pur nel rispetto del diritto di critica e di satira - “la serie di inesattezze” riportate nel servizio. “Non solo ci è sembrato strano che con tutti gli assembramenti di ogni genere, l'inviato si sia preso la briga di salire sul nostro monte per documentare quello che non c’è, ma – scrive il Governo - ci ha sorpreso anche l’incuria e la superficialità con cui si è voluto condire un servizio denso di luoghi comuni e di disinformazione”.

Posto quindi l'accento sulla mancanza di equilibrio nel riportare i fatti: “scambiati una festa privata in migliaia di giovani scatenati nel ballo senza mascherina – fanno notare i membri dell'Esecutivo - o un concerto all’aperto, con doveroso distanziamento sociale e solo posti a sedere, per un “infernale sabba anti-Covid”. “Sarebbe stato sufficiente – conclude il Congresso di Stato - verificare il Decreto emesso dal Governo sammarinese, magari confrontarlo con quello emanato dalle autorità di governo italiane, per rendersi conto che le misure restrittive sono le stesse e che il senso di responsabilità con il quale questo Paese ha affrontato la pandemia sia stato quantomeno pari a quello espresso dalle strutture sanitarie italiane e dagli organi decisionali. Il Covid-19 – conclude - è una cosa seria mentre cercare fantasmi là dove non ci sono solo per esprimere livore, serio non lo è affatto”.

Leggi la lettera del Congresso di Stato