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In Consiglio diritti e reciprocità

Ratificato il Decreto sui congedi parentali lunghi retribuiti. Passa l'emendamento della Dc che toglie l'obbligo di residenza. Arriva in Aula l'atteso decreto che introduce l'ICEE

di Monica Fabbri
16 mag 2019
In Consiglio diritti e reciprocità

L'Aula ratifica il Decreto Legge che integra e amplia gli interventi a sostegno della famiglia. Si prevede, in relazione ai congedi parentali lunghi, la possibilità - in casi di gravissima disabilità - di andare in deroga al limite dei 14 anni di età. “Pensiamo di aver arricchito l'offerta – spiega Franco Santi – con un occhio sempre rivolto alla sostenibilità”. Le differenze di trattamento fra residenti e frontalieri, però, fanno storcere il naso a numerosi consiglieri. “I problemi di reciprocità – dice Pasquale Valentini - non devono ledere i diritti”. La Dc presenta quindi due emendamenti che tolgono questa discriminante. Santi condivide ma ribadisce che il principio deve essere riconosciuto in maniera biunivoca. A tal proposito annuncia l'avvio di trattative con il ministero italiano. C'è chi chiede di giocare d'anticipo. Sbagliato, per Federico Pedini Amati, legare lavoro a residenza. “ Così- avverte – si discrimina”. “Sosteniamo – invita Iro Belluzzi - questa battaglia di civiltà”. Il vincolo della residenza non piace neanche alla maggioranza e Marina Lazzarini sollecita il Governo ad arrivare il più presto ad un accordo con l'Italia. A far discutere anche il riconoscimento del diritto solo a chi abbia una situazione economica e patrimoniale con una soglia ICEE, riferita all’intero nucleo familiare, pari o inferiore a 55.000 euro annui. Giovanna Cecchetti chiede di togliere il tetto o di alzarlo di molto, “in ragione delle spese enormi – aggiunge Denise Bronzetti - che queste famiglie devono sostenere”. Mirco Tomassoni condivide i dubbi. Il permesso – dice - esula dall'introito. Per Civico10, però, una soglia deve esserci. “Stiamo parlando di aspettativa retribuita” - spiega Matteo Ciacci - “c'è una ratio economica”. Semmai occorre capire i criteri che hanno portato a quella cifra “e su quello – aggiunge Luca Santolini – fare un ragionamento più compiuto”. In linea Tony Margiotta del gruppo Misto.  “Possiamo concordare sul fatto che non ci siano soldi per tutti” - commenta Roberto Ciavatta “ma i 55.000 euro non permettono di fare nulla. E se il principio c'è non deve tenere conto del reddito”. Le posizioni sono trasversali e se non passa, per poco, il primo emendamento della Dc, trova invece 27 voti a favore e 20 contrari quello, in subordine, che toglie l'obbligo della residenza. La soglia dei 55.000 euro, poi, non inciderà sul diritto al congedo ma sull'eventuale retribuzione. Arriva in Consiglio l'atteso decreto che introduce l'Indicatore della Condizione Economica per l'Equità mentre, in apertura di lavori, l'Aula proroga i termini per la realizzazione del Polo della Moda: 31 dicembre del 2020 per la prima fase e fine 2022 per la seconda.


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