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In Consiglio l'Expo di Dubai. E scoppia la polemica

L'Aula ratifica in apertura di lavori il Decreto sull'emergenza Covid

di Monica Fabbri
29 apr 2020
In Consiglio l'Expo di Dubai. E scoppia la polemica

Il Consiglio ratifica il Decreto sulle misure urgenti per affrontare l'emergenza. Il provvedimento del 17 aprile, come già ricordato, tra qualche giorno non sarà più in vigore e da più parti si invoca il confronto sul tema nodale della ripartenza. Ricapitolando: l'Aula trova la sintesi sulla depenalizzazione, sull'emendamento programmatico di Libera per una nuova organizzazione del lavoro e su quello di Repubblica Futura sull'indennità di malattia. Tutte le altre proposte dell'opposizione vengono respinte in un clima che si scalda su temi come il taglio agli stipendi degli insegnanti e l'aumento dell'integrazione salariale. Altre questioni, come la gestione dei figli con la graduale ripresa delle attività, riguardano la ripartenza e la famosa “fase 2”, in attesa di un decreto-legge che ne definisca modalità e termini, e che arriverà in ratifica nel prossimo Consiglio. In previsione della riapertura la maggioranza approva un emendamento che preveda l'obbligo di mascherine e guanti in presenza di altre persone o in luoghi chiusi nel caso in cui non si riesca a garantire le misure di distanziamento sociale.

C'è un altro tema che divide l'Aula: il Decreto sull'Expo. L'Esposizione Universale di Dubai è stata rimandata al 2021 e in Consiglio arriva il Decreto su modalità organizzative e gestionali. Libera presenta diversi emendamenti, criticando, in primis, la sostituzione del Commissario. “Il Governo – chiarisce Denise Bronzetti - ha legittimamente deciso sulla base di precise valutazioni”. “Abbiamo trovato una tabula rasa”, commenta il Segretario Belluzzi, scatenando le proteste dell'opposizione. “E' falso”, gli risponde Nicola Renzi, che ricorda il concorso di idee con l'università che ha garantito costi ridotti per la realizzazione di una sede a Dubai. Il Segretario Pedini Amati rincara la dose: “Kaulard era l'uomo per tutte le stagioni. Fino a quel momento non aveva fatto nulla, neppure la relazione in Commissione, come prevede la legge”. Viene poi sollevato il tema del controllo dei costi, perché “nelle edizioni passate – ricorda Emanuele Santi - budget iniziali sono stati ampiamente sforati”. Pedini Amati chiarisce: “non è il Commissario Generale che paga ma è l'Agenzia per lo Sviluppo ad avere il capitolo di spesa. E il Governo ha segregato quella somma”. Proprio sull'Agenzia, Libera chiede a che punto sia la nomina del cda. “L'8 maggio – comunica il Governo – c'è l'assemblea dei soci. “Le associazioni di categoria stanno valutando un proprio nominativo – annuncia Mirko Dolcini. A bloccare tutto la chiusura delle attività. “Motivo in più – dice - per andare spediti verso una riapertura”. Tutti concordano sull'importanza strategica dell'Expo, vetrina formidabile a maggior ragione oggi che serve un rilancio. “Non andiamo a Dubai a fare un chiosco di souvenir”, provoca Giuseppe Morganti, che chiede sia un comitato tecnico scientifico a definire le linee guida sui contenuti. “Si dà un mandato troppo ampio a Segretario e Commissario, nelle cui mani – accusa - viene accentrato il potere, con discrezionalità anche sul personale”. Il concorso è stato revocato – spiega il Segretario agli Esteri Beccari – perché non c'era la possibilità di procedere con la selezione e, in subordine, il Governo non era convinto delle attribuzioni rispetto a figure come il project manager. Pedini Amati non ci sta: “ci rivolgiamo alla pa in maniera prioritaria attraverso bandi, e cercheremo a Dubai standisti per un impatto economico minore. Si crea il caso dove non c'è”. Ogni volta che si parla di Expo – commenta Francesco Mussoni- ci si scontra su prassi amministrative quando dovremmo invece discutere su cosa proporre. “Arrogante, poi, la pretesa del Governo uscente di continuare ad influenzare con i propri commissari il nuovo Esecutivo”. Gli emendamenti di Libera vengono tutti bocciati, compreso quello che chiede di non riconoscere ulteriori emolumenti oltre l'indennità di 250 euro mensili già previsti dal Decreto. “In questo particolare momento – dice Guerrino Zanotti – se ne può fare a meno”. Si parla di riconoscimenti solo nel caso di eventuali distacchi – spiega il Segretario - e la somma arriverà dal fondo già destinato presso l'Agenzia. Poi conferma il premio al Commissario Generale come nei passati expo, con una differenza: verrà riconosciuto a fronte di un preciso risultato in termini di visite e vendite