Un Ufficio di presidenza breve con, al centro, il caso DML 'contro' Michela Pelliccioni. Una questione che viaggia sul piano civile in tribunale, ma che ha inevitabili effetti sul dibattito politico. Per la prima volta nella storia un partito cita in giudizio un suo ex consigliere per il principio del 'vincolo di mandato', previsto nello statuto di Domani Motus Liberi ma non esplicitamente nell'ordinamento sammarinese.
Nelle scorse settimane, Pelliccioni – fuoriuscita da DML nel 2025 e ora nel gruppo misto - si è vista recapitare una richiesta di risarcimento fino a 50mila euro perché, secondo il partito, non ha rispettato le regole interne che prevedono di abbandonare la carica di consigliere una volta uscita. Pelliccioni ha, così, chiesto allo Stato la copertura delle spese legali e il caso è finito sul tavolo dell'Ufficio di presidenza il quale ha rimandato la deliberazione, in attesa degli sviluppi.
In tribunale, infatti, la causa è stata avviata giovedì 24 settembre, con la costituzione delle parti. Pelliccioni conferma di essersi costituita in giudizio e di aver dato mandato agli avvocati Tania Ercolani e Alessandro Cardelli. In serata un altro passaggio fondamentale: l'assemblea di Domani Motus Liberi dedicata, presumibilmente, anche a questa vicenda. In virtù di tutto ciò, l'UDP, come detto, ha rimandato la decisione.
Si attendono notizie soprattutto da Motus perché, se ci sarà un ripensamento, allora si risolverà tutto. Se la causa andrà avanti, fanno sapere fonti politiche della maggioranza, l'orientamento è di garantire la tutela legale alla consigliera. L'auspicio, spiegano, è di riportare tutto sul piano politico senza sconfinare nel giudiziario.