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Incontro maggioranza-Dc, Venturini: "Legge di bilancio all'inizio" di una nuova legislatura

Giudizio positivo sul confronto da parte di Adesso.sm che guarda a una fase di responsabilità e condivisione

di Mauro Torresi
30 ago 2019
i commenti politici
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L'ultima puntata di questa fase di fibrillazione politica è andata in scena nella sede di Repubblica Futura dove rappresentanti di Adesso.sm e del Pdcs si sono visti per un confronto. Un “incontro cordiale”, dicono i partecipanti, durante il quale sono state messe sul tavolo le questioni più pressanti per partiti e movimenti. Ma le posizioni rimangono diverse. Il segretario Dc, Gian Carlo Venturini, invita ad andare ad elezioni per arrivare a uno scenario nuovo. Venturini porta, come esempio, la legge di bilancio che, dice, non dovrà un intervento di fine legislatura ma di "inizio di una nuova legislatura", con una maggioranza che sia in grado di attuare le ricette previste.

Dalla maggioranza, il capogruppo di Ssd, Giuseppe Morganti, giudica positivamente l'incontro e concorda con chi intende percorrere la via dell'"unità nazionale" e delle "convergenze". "Gli ostacoli devono essere superati - dice - perché ne va del Paese". Ora bisognerà tradurre a livello pratico questa condivisione, spiega. Luca Boschi di Civico10 sposa la necessità di una fase di “responsabilità nazionale”. Per il movimento, l'opzione elezioni resta sullo sfondo, come espresso nei giorni scorsi. Durante l'incontro nessun accordo con la Dc, spiega Matteo Fiorini di Repubblica Futura che elenca le questioni più urgenti: visita dell'agenzia Fitch, legge di bilancio, commissione d'inchiesta, legge elettorale che richiede “correttivi” per funzionare.

Proprio a proposito della nuova normativa in materia di elezioni, il segretario di Stato agli Interni, Guerrino Zanotti, tramite una nota, ha precisato che la riunione di ieri con i gruppi consiliari non aveva lo scopo “di modificare la sostanza” della legge e ha espresso rammarico per quella che ha definito una “lettura distorta apparsa sulla stampa”. Le forze di minoranza mettono le mani avanti anticipando che saranno “intransigenti” in caso di “tentativi di modifica”.