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L'intervento di Gerardo Giovagnoli sulla nuova Reggenza

1 ott 2012
L'intervento di Gerardo Giovagnoli sulla nuova Reggenza
L'intervento di Gerardo Giovagnoli sulla nuova Reggenza
Considero questa Reggenza una positiva corrispondenza con l’inizio di un nuovo importante ciclo politico per San Marino che vive un appuntamento strategico con la storia e il futuro. La nuova Reggenza gestirà un passaggio importante e cruciale della vita del paese nel momento in cui politica è chiamata ad una inderogabile assunzione di responsabilità per dare concreta e solida soluzione ai problemi e alle criticità della Repubblica.
Tutti gli indicatori economici relativi all’economia sammarinese o le analisi più generali concernenti la crisi di sistema che sta attraversando il vecchio Continente, sembrano disegnare il medesimo scenario. La contrazione dei consumi da un lato e le difficoltà dei settori produttivi dall’altro, non hanno ancora compiuto per intero la loro parabola discendente. La nostra Repubblica sino ad oggi è riuscita a reggere l’urto, a calmierare l’effetto trascinante che soprattutto le crisi finanziarie generano all’interno di un contesto macro economico globalizzato. Oggi però il nostro Paese si trova sul crinale, in bilico. Il tempo delle attese e quello della demagogia populista che soffia sulla brace del “malcontento”, è oramai finito. Per scongiurare la deriva che altre nazioni, come la Grecia ad esempio, hanno subito, è necessario far prevalere quel senso di responsabilità che ogni padre di famiglia metterebbe in campo se si trattasse di proteggere la propria famiglia. San Marino oggi vive l’urgente necessità di un Governo stabile e autorevole che sappia fronteggiare la crisi e rimettere in moto un processo virtuoso e fecondo. Riforme, meritocrazia, accesso al credito, salvaguardia del grande patrimonio imprenditoriale, cultura e spending review. Ecco i temi su cui sarà necessario lavorare per una seria e ragionata operazione strategica. Nulla di tutto questo però potrà divenire realtà senza un’importante assunzione di responsabilità da parte delle maggiori forze politiche. L’urgenza richiestaci dalla situazione reale, non ci permette di tergiversare, o di cercare facili vie d’uscita. Non si sono opzioni possibili fuori da questo preciso impegno, non esistono scorciatoie o panacee salvifiche. L’unica strada che potrà consentire al nostro Paese di evitare derive greche o default improvvisi è quella segnata dalla mutua collaborazione tra le forze più importanti e responsabili della Repubblica. Per questo motivo abbiamo deciso di metterci al servizio della nazione, costruendo con la Democrazia Cristiana un’alleanza che possa autorevolmente governare i processi di crisi. Nessuno di noi perderà identità e storia, culture di provenienza o spinta ideale. Le emergenze richiedono atti concreti e senso dello Stato. Siamo al cospetto di scelte difficili, ma noi abbiamo deciso. L’unico sguardo verso cui volgeremo il nostro operare sarà il Bene Comune. Questa è la strada, questa è l’unica via praticabile per affrontare e superare gli effetti nefasti della crisi economica.