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L'intervento della Mularoni alle Nazioni Unite

28 set 2012
L'intervento della Mularoni alle Nazioni UniteL'intervento della Mularoni alle Nazioni Unite
L'intervento della Mularoni alle Nazioni Unite - Il segretario di Stato agli Esteri Antonella Mularoni ha preso la parola di fronte all’assemblea del...
Il segretario di Stato agli Esteri Antonella Mularoni ha preso la parola di fronte all’assemblea delle Nazioni Unite poco prima delle 12 ora di New York, le 18 in Italia. Un discorso ad ampio raggio, di incondizionato sostegno all’azione dell’Onu, nei numerosi fronti in cui l’organizzazione è impegnata.
Parole di condanna per i recenti attacchi alle missioni diplomatiche occidentali, implicito il riferimento al Consolato Usa di Bengasi; sostegno alla primavera araba e sulla crisi siriana San Marino auspica che il Consiglio di Sicurezza trovi presto un accordo per un’azione che possa mettere fine alle atrocità, alle torture e alle violazioni dei diritti umani.
Grande attenzione anche al tema dei diritti dei disabili, all’emancipazione femminile, al problema della mortalità infantile e a quello dei diritti dei fanciulli. E sulla crisi economica internazionale, cominciata quattro anni fa ed aggravata dal debito sovrano dei paesi più deboli dell’eurozona, “è più che mai necessario - ha dichiarato Antonella Mularoni - cercare nuove strategie, nuove soluzioni e, cosa ancora più importante, creare un sentimento di solidarietà fra i Paesi e i popoli”.

l'inviato a New York Luca Salvatori

Il discorso del Segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino Antonella Mularoni alla 67^ sessione dell’Assemblea Generale ONU

Signor Presidente,
Signor Segretario Generale,
Eccellenze,
Signore e Signori,
a nome del Governo della Repubblica di San Marino desidero congratularmi con S.E. Vuk Jeremi? per la sua nomina alla Presidenza della 67a Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed augurargli buon lavoro. La delegazione di San Marino Le garantirà, Signor Presidente, la massima collaborazione nel corso di tutti i lavori dell’Assemblea Generale.
Vorrei altresì esprimere la riconoscenza del mio Paese al Presidente uscente dell’Assemblea Generale, S.E. Nassir Abdulaziz Al-Nasser, per l’ottimo lavoro svolto durante la 66a Sessione.
Egli si è distinto per la sua azione di leadership nelle difficili e complesse questioni che le Nazioni Unite hanno dovuto affrontare. Ha promosso i temi più importanti dell’agenda dell’Assemblea Generale con coraggio e tenacia, creando i presupposti per soluzioni che avessero il più ampio consenso e ha operato costantemente per il rafforzamento dell’architettura di un governo globale.
Il mio Paese desidera altresì rivolgere un ringraziamento speciale al Segretario Generale, S.E. Ban Ki-moon, per l’energia e la straordinaria determinazione alla guida delle Nazioni Unite. San Marino sostiene le priorità che sono alla base dell’azione politica del Segretario Generale e la sua idea che le Nazioni Unite debbano svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento della global governance, creando nuovi modelli di cooperazione in grado di gestire le sfide di oggi e le sempre più crescenti richieste di cambiamento.
Questa Organizzazione si trova in una posizione unica e tale da offrire soluzioni in ambiti tra loro fortemente interconnessi, come lo sviluppo, la pace e la sicurezza, i diritti umani e l’azione umanitaria.
San Marino apprezza l’attenzione rivolta dal Segretario Generale nei confronti di tutti i Paesi Membri dell’ONU, senza distinzioni, il suo impegno nel campo delle riforme e la sua presenza in tutte le situazioni di rilievo politico internazionale e di emergenza.
Fra questi si evidenzia l’impegno indefesso del Segretario Generale a trovare una soluzione al terribile conflitto siriano.

Signor Presidente,
Le sono grata per il tema scelto in occasione di questa Sessione: Bringing about adjustment or settlement of international disputes or situations by peaceful means.
La Repubblica di San Marino crede fermamente nella risoluzione delle dispute internazionali mediante mezzi pacifici. Il mio Paese ha sempre creduto nella forza del dialogo, della democrazia e del rispetto degli altri, valori sui quali si fonda la convivenza pacifica tra i popoli.
A tale riguardo, in riferimento ai recenti sanguinosi attacchi alle Missioni diplomatiche occidentali, San Marino intende esprimere ancora una volta la sua ferma condanna nei confronti di ogni forma di violenza. Non crediamo che la violenza sia la risposta giusta quando qualcuno si sente ferito nel proprio credo o nelle proprie opinioni, a prescindere dalla gravità delle dichiarazioni fatte. La vita umana deve essere sempre al di sopra di tutto e di tutti. Tali azioni sono ancor più riprovevoli quando rivolte ad istituzioni che sono il simbolo della collaborazione internazionale e della reciproca assistenza e quando gli Stati non hanno alcuna responsabilità per quanto asserito.
Il nostro Paese è dunque grato al Presidente per la scelta di questo tema, soprattutto in un periodo in cui la scena internazionale è purtroppo caratterizzata da conflitti crescenti e sanguinosi. In tale contesto, il ruolo delle Nazioni Unite e in particolare dell’Assemblea Generale, finalizzato alla ricerca di transizioni pacifiche e di soluzioni democratiche, assume un’importanza ancora più decisiva.
Per questa ragione e per il fatto di vivere in un periodo contrassegnato da grandi sfide globali, cui la comunità internazionale è chiamata a rispondere in modo coerente e rapido, il processo di riforma delle Nazioni Unite assume un rilievo fondamentale per l’equilibrio mondiale futuro e deve rimanere al centro di tutti i nostri sforzi. Abbiamo il dovere di garantire all’Organizzazione la piena efficacia della sua azione, affinché sia conservato e rafforzato il suo valore essenziale di punto di riferimento per la comunità internazionale e per ciascun individuo.
Anche quest’anno ho il piacere di ribadire il sostegno sammarinese al processo di rivitalizzazione dell’Assemblea Generale.
A tale riguardo, ringrazio le co-presidenze georgiana e gambiana del Gruppo di Lavoro ad hoc sulla rivitalizzazione dell’Assemblea Generale per il rapporto che è stato recentemente adottato, frutto di un grande lavoro e di numerose riunioni informali con gli Stati membri delle Nazioni Unite ed i rappresentanti dei diversi Gruppi politici.
Questa riforma assume per il mio Paese un’importanza particolare, dal momento che - essendo l’organo più profondamente democratico delle Nazioni Unite - l’Assemblea Generale rappresenta il luogo privilegiato, talvolta l’unico luogo in cui un piccolo Stato può esprimersi.
Il processo di rivitalizzazione dell’Assemblea Generale è fondamentale per rafforzare l’architettura della global governance e deve essere un obiettivo comune a tutti gli Stati membri.
Razionalizzare l’agenda dell’Assemblea Generale e migliorare i metodi di lavoro sono importanti aspetti della riforma, che servirà a rendere tale organo più efficiente da un punto di vista tecnico e amministrativo.
Cosa più importante, il processo di rivitalizzazione deve riguardare il ruolo politico dell’Assemblea Generale e la sua autorità, così come definita nella Carta delle Nazioni Unite.
La riforma dell’Assemblea Generale deve inoltre migliorare le sue relazioni con gli altri principali organi delle Nazioni Unite per evitare una duplicazione di funzioni e mezzi.
La Repubblica di San Marino ritiene che l’Assemblea Generale non possa limitare il proprio ruolo a quello di semplice organo in cui si adottano risoluzioni, ma debba essere un luogo di discussione e di dibattito, in cui sia possibile trovare delle soluzioni alle sfide dei nostri giorni e in cui sia possibile costruire un consenso globale sulle questioni d’interesse comune.
A tal fine, proprio per far sì che l’Assemblea possa assolvere pienamente al suo ruolo, San Marino sostiene le prerogative del suo Presidente di organizzare dibattiti tematici sui temi più rilevanti e urgenti della scena internazionale.
In tale contesto, vorrei sottolineare l’importanza significativa che ha assunto per il nostro Paese l’iniziativa del Presidente uscente di organizzare, congiuntamente al Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Dibattito Tematico di Alto Livello su “Lo Stato dell’Economia e la Finanza Mondiali nel 2012”, svoltosi i giorni 17 e 18 maggio scorsi qui a New York.
La Repubblica di San Marino, insieme alla Turchia, ha avuto l’onore e il piacere di essere co-facilitator dell’evento.
Questo Dibattito è stato un modo efficace per riaffermare il ruolo centrale delle Nazioni Unite e, in particolare, dell’Assemblea Generale, valorizzando la sua natura profondamente democratica e la indiscussa legittimità nella conduzione degli affari che incidono sull’intera comunità mondiale.

Signor Presidente,
quattro anni fa l’economia mondiale ha conosciuto una devastante crisi finanziaria, le cui conseguenze sono ancora evidenti agli occhi di tutti. Una pronta risposta del G20 e delle loro Banche centrali ha evitato i peggiori effetti di quella crisi, ma la situazione è ancora precaria.
Le previsioni per molti Paesi sviluppati indicano stagnazione, in alcuni casi recessione. La crescita economica è rallentata in molti altri Paesi. La disoccupazione, in particolare dei giovani e delle donne, è oggi ai più alti livelli.
L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e le persistenti diseguaglianze contribuiscono alla crescita della povertà e innescano sempre più violente tensioni sociali. I problemi connessi ai debiti sovrani in Europa hanno ulteriormente aggravato la crisi economica globale. La crisi ha colpito profondamente molti Paesi del mondo, rappresentando oggi una delle maggiori sfide anche per la nostra Organizzazione.
È più che mai necessario cercare nuove strategie, nuove soluzioni e, cosa ancora più importante, creare un sentimento di solidarietà fra i nostri Paesi ed i nostri popoli.

Signor Presidente,
anche per queste ragioni è stato estremamente importante organizzare quest’anno un Dibattito Tematico sulla stato dell’economia e della finanza mondiali.
Il mio Paese crede fermamente che sia un esercizio che debba essere ripetuto nel corso di questa sessione dell’Assemblea Generale e probabilmente anche in quelle successive, almeno fino a quando la crisi non sarà superata, perché quando parliamo di rivitalizzazione dell’Assemblea Generale noi pensiamo proprio a questo: che tutti i membri della comunità internazionale possano confrontarsi su temi della massima importanza e urgenza, temi che hanno una dimensione globale e pertanto necessitano di una risposta globale.
L’Organizzazione a nostro avviso deve assumere un ruolo di leadership nel promuovere una crescita equa e inclusiva, uno sviluppo sostenibile e la fine della povertà e della fame.

Signor Presidente,
la riforma del Consiglio di Sicurezza s’inscrive nella più ampia riforma delle Nazioni Unite e resta un tema centrale del lavoro dell’Assemblea Generale.
Negli ultimi anni il Consiglio di Sicurezza ha approvato un numero crescente di operazioni per il mantenimento della pace ed è sempre più profondamente impegnato in questioni della massima rilevanza che concernono la pace e la sicurezza internazionale. Una riforma di tale organo che si basi sul più ampio consenso politico si rende dunque necessaria e deve essere perseguita con il massimo impegno da parte di tutti gli Stati membri.
La Repubblica di San Marino è grata all’Ambasciatore Tanin per la saggezza e l’imparzialità con cui ha presieduto i negoziati intergovernativi sulla riforma.
Il nostro Paese è convinto che i negoziati intergovernativi, lanciati tre anni fa, costituiscano ancora il giusto quadro entro cui è possibile pervenire a una soluzione che tenga conto degli interessi e delle posizioni di tutti.
Nonostante le posizioni dei diversi gruppi di Paesi restino ancora distanti, bisogna riconoscere che negli ultimi tre anni sono stati compiuti dei passi in avanti sulla strada della riforma.
San Marino ritiene che la riforma debba puntare nella direzione di un Consiglio di Sicurezza allargato, più rappresentativo, trasparente ed efficiente.
Crede inoltre che i cinque temi fondamentali della riforma, tra loro fortemente legati, debbano essere considerati nel loro insieme.

Signor Presidente,
nel corso degli ultimi anni, abbiamo assistito allo scoppio di nuovi conflitti sanguinosi e cruenti.
Abbiamo altresì assistito ad un grande sollevamento popolare che ha invaso le piazze delle città dell’Africa del nord e del Medio Oriente.
Al centro della rivoluzione araba erano i giovani, istruiti e penalizzati dall’esclusione dal mercato del lavoro. La situazione resta instabile e non possiamo immaginare quale sarà il futuro di questi Paesi. Tuttavia, dobbiamo sostenerli nella loro lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia sociale.
Oggi assistiamo inoltre al conflitto siriano, la cui violenza è inaccettabile. Esistono rapporti chiari sulle atrocità che sono state perpetrate ai danni della popolazione: uccisioni di massa, stupri, esecuzioni sommarie, torture. E i bambini sono stati fra le vittime innocenti dei massacri.
San Marino condanna duramente tali atrocità, così come condanna ogni violazione dei diritti umani e delle leggi umanitarie internazionali.
Ci auguriamo che il Consiglio di Sicurezza trovi presto un accordo per un’azione che possa mettere fine alla crisi siriana.
San Marino coglie questa occasione per formulare i suoi più sinceri auguri a S.E. Lakhdar Brahimi per il non facile compito che ha accettato.
L’impegno dell’Assemblea Generale sulla crisi siriana riflette un’importante missione della nostra Organizzazione: mantenere la pace nel mondo e garantire il rispetto delle libertà e dei diritti dell’uomo. La Repubblica di San Marino si felicita per l’adozione della risoluzione A/66/889, adottata lo scorso 3 agosto e da noi co-sponsorizzata.
Un altro tema importante nell’agenda dell’Assemblea Generale è stato quest’anno quello della prevenzione e della risposta ai disastri naturali (improving disaster prevention and response).
Si tratta di un tema che ha assunto recentemente maggiore importanza nell’agenda politica.
L’innalzamento delle temperature, i terremoti, la siccità hanno dato luogo a catastrofi umanitarie senza precedenti. Molte popolazioni hanno sofferto insicurezza alimentare e sanitaria, prendendo così coscienza della propria vulnerabilità.
I disastri non sono solo naturali ma sono anche provocati dall’uomo.
La comunità internazionale deve essere in grado di dare una risposta rapida ed efficace alle situazioni di emergenza.
Una strada fondamentale per ridurre i rischi legati alle catastrofi naturali è senza dubbio quella di investire nelle regioni più vulnerabili per costruire quelle capacità che si rendono necessarie per azioni di prevenzione, in modo che l’azione non sia solo successiva al disastro.
Nel breve termine, tuttavia, è essenziale fornire il nostro sostegno politico e finanziario per far fronte alle catastrofi.
A tale riguardo sono fiera che il mio Paese, nonostante le sue piccoli dimensioni, sia annoverato al cinquantaduesimo posto fra i Paesi donatori del CERF.
All’azione del Segretario Generale, dell’OCHA e del CERF va il nostro più sentito ringraziamento per la rapida e fondamentale azione a favore delle popolazioni coinvolte in situazioni d’emergenza e per il loro sostanziale contributo.
Le questioni umanitarie sono inevitabilmente legate a quelle dello sviluppo e in particolare dello sviluppo sostenibile e il nostro successo nel dare una risposta efficace per far fronte ai disastri naturali ha sicuramente un impatto diretto sulla nostra capacità di conseguire gli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDGs).
Essendo questa, infatti, una crisi economica globale, anche le risposte devono avere una dimensione globale. Le Nazioni Unite, per il loro carattere universale, devono giocare un ruolo centrale nelle deliberazioni sull’economia mondiale e sullo sviluppo sostenibile, al fine di trovare soluzioni nuove e promuovere un consenso politico su questi problemi.
L’Organizzazione deve assumere un ruolo di leadership nel promuovere una crescita equa e inclusiva, uno sviluppo sostenibile e la fine della povertà e la fame. In tale contesto, San Marino accoglie favorevolmente i risultati della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio + 20), svoltasi a Rio lo scorso mese di giugno.
La risoluzione dal titolo “The future we want”, adottata dall’Assemblea Generale, è stata la fine di lunghi e complessi negoziati, al termine dei quali gli Stati hanno finalmente riconosciuto le loro comuni responsabilità.
Ora la cosa più importante è che gli impegni presi siano portati a compimento in modo tale che il futuro voluto e scritto nella risoluzione possa trasformarsi in realtà.

Signor Presidente,
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 statuisce che ogni persona goda degli stessi diritti e libertà, senza alcuna distinzione.
Nel mondo, purtroppo, la relazione tra disabilità, povertà ed esclusione sociale è chiara e diretta.
Si stima che circa il 15% della popolazione mondiale sia rappresentata da persone con disabilità e che circa due terzi dei disabili viva in Paesi in via di sviluppo.
Molti di loro non possono partecipare attivamente nelle loro società. Questo fatto non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo: donne, uomini, fanciulli con disabilità, sono spesso vittime di discriminazione anche nelle società più ricche.
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che San Marino ha ratificato tra i primi Paesi, così come il suo Protocollo facoltativo, copre un ampio spettro dei diritti civili, culturali, economici, politici e sociali.
Il mio Paese si felicita che tale Convenzione sia stata ratificata da più della metà dei Paesi membri e si augura che sia presto ratificata dalla sua totalità.
È compito di ciascun Paese la piena attuazione di questa Convenzione. Un reale e positivo cambiamento delle vite delle persone con disabilità può avvenire solo se essa è pienamente messa in atto.
La Repubblica di San Marino si congratula per la decisione dell’Assemblea Generale di tenere una Riunione di Alto Livello sulla disabilità e lo sviluppo nel settembre del 2013 e si augura che sia un grande successo.

Signor Presidente,
ciascuno di noi oggi riconosce e apprezza il ruolo fondamentale delle donne. Tuttavia, la discriminazione e la violenza, di cui spesso le donne sono ancora oggetto, sono fra le maggiori preoccupazioni delle Nazioni Unite.
In molti Paesi, la mortalità materna è un fatto preoccupante, in particolare nelle aree più povere del pianeta. Le donne sono le più colpite dal virus dell’HIV.
In molte parti del mondo, le donne continuano a essere oggetto di pratiche atroci e umilianti.
Migliorare la condizione della donna nel mondo è una nostra responsabilità, una responsabilità che tutti gli Stati devono condividere.
A tal fine, per favorire l’emancipazione femminile, diventa essenziale garantire alle donne l’accesso alla scolarizzazione e all’istruzione e migliorare la loro partecipazione alla vita politica, sociale ed economica a tutti i livelli.
La Repubblica di San Marino accoglie favorevolmente la proposta di tenere una Conferenza Globale sulle donne nel 2015, vent’anni dopo il vertice di Pechino.

Signor Presidente,
nonostante la mortalità infantile sia in diminuzione, le stime più recenti indicano che, nel 2010, circa 7,6 milioni di fanciulli non hanno raggiunto i cinque anni di vita. Si stima inoltre che circa 72 milioni di fanciulli rimarranno senza scolarizzazione nel 2015. Recentemente, la siccità e l’emergenza alimentare nel Corno d’Africa ha avuto un impatto devastante su circa 13 milioni di persone, in particolare donne e fanciulli. Quasi cinque milioni di giovani, fra i 15 e i 24 anni, sono affetti dal virus dell’HIV.
I fanciulli rimangono ancora la parte più vulnerabile della popolazione, soggetta a violenze, abusi e sfruttamento. Per moltissimi fanciulli nel mondo è ancora impossibile accedere ai servizi di base, all’assistenza sanitaria, all’istruzione.
Oltre ad affrontare sfide globali, quali la crisi economica e i problemi posti dai cambiamenti climatici, gli Stati devono trovare le risorse per rispondere al meglio agli interessi dei fanciulli, per migliorare subito le condizioni di quelli che si trovano nelle aree più povere del pianeta.
Ciò rappresenta per noi tutti un imperativo se vogliamo garantire alla comunità globale un futuro che sia degno di chiamarsi tale.

Grazie.