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Italia, settimana cruciale: prime riunioni per Camera e Senato

19 mar 2018
Il Senato italianoItalia, settimana cruciale: prime riunioni per Camera e Senato
Italia, settimana cruciale: prime riunioni per Camera e Senato - M5S e Lega a un passo dall'accordo. Sarà la legislatura più giovane e "rosa" di sempre
Settimana cruciale in Italia: i neo eletti senatori e deputati si presentano alle Camere di appartenenza e dalla elezione dei presidenti si capiranno le future alleanze di governo.

Primo giorno di scuola per gli eletti dalle politiche 2018. Ha iniziato il Senato, con gli adempimenti burocratici per riconoscere e accogliere i nuovi senatori, anche se potrebbero non essere quelli definitivi. In ballo ci sono infatti oltre una trentina di ricorsi presso le Corti d'Appello, per migliaia di voti tuttora contesi. Domani invece inizieranno ad essere accolti i deputati a Montecitorio per iniziare una legislatura, la XVIII, che si preannuncia già come la più giovane e la più rosa di sempre.
Alla Camera l'età media sarà di 44 anni, 52 al Senato, e una percentuale di quasi il 35% sarà femminile.
Ci sono i veterani, come Elio Vito (Forza Italia) che a Montecitorio inizierà la sua ottava legislatura, Piero Fassino (Pd) la sesta. Al Senato sarà Pier Ferdinando Casini (Pd) il più esperto, essendo alla decima legislatura. Si fermano a quota 8 altri senatori come Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Roberto Calderoli (Lega).
Su chi dovrà ricoprire la carica di presidente sia alla Camera che al Senato, l'accordo tra M5S e Lega sembra vicino, e potrebbe anzi già estendersi ad un mini programma di governo su alcuni punti programmatici convergenti, vale a dire una nuova legge elettorale con premio di maggioranza; l'abolizione della legge Fornero; il taglio della pressione fiscale; un giro di vite sull'immigrazione e misure sulla sicurezza.
I 5Stelle dovrebbero però riuscire a spezzare l'asse leghista con Forza Italia, che non sembra far salti di gioia all'idea di un governo con Di Maio e soci. L'unico vero ostacolo all'accordo potrebbero essere proprio Di Maio e Salvini, entrambi ben decisi a fare il presidente del Consiglio.

Francesca Biliotti