Manuel Ciavatta, gruppo consiliare Partito Democratico Cristiano Sammarinese: “Credo non sia facile identificare un lascito, perché ha parlato di pace, perché ha insistito sul fatto che nessuno dovesse essere lasciato indietro, quando parlava di contrasto alla cultura dello scarto... Attraverso le sue parole, ma soprattutto attraverso il suo sguardo - che chi l'ha potuto incrociare, credo, sia stato profondamente colpito e se lo ricordi fortemente - ha dato un segno molto forte di cosa possa toccare profondamente l'uomo e di cosa possa permettere davvero di cambiare il volto della società”.
Michele Muratori, Capogruppo Libera: "Papa Francesco ha saputo incarnare, assieme ad altri pochi leader mondiali, il concetto di giustizia sociale. Era il Papa dei poveri, il Papa che seguiva anche tematiche a noi care, come la tutela dell'ambiente. Io credo che abbia saputo toccare non solo il cuore dei credenti, ma anche di chi non credeva. Per questo è stato così rispettato da tutta la comunità mondiale”.
Matteo Rossi, Capogruppo Partito dei Socialisti e dei Democratici: “Ritengo che abbia incarnato molto bene lo spirito del cattolicesimo sociale, che guarda al povero, all'emarginato, al migrante. Come rappresentante di un partito laico, da socialista, credo che Francesco sia stato veramente un grande rappresentante di questi alti valori. Invece, come uomo delle istituzioni, io rendo omaggio a una figura che è sempre stato un ponte del dialogo tra le diverse religioni, culture e uomini”.
Gian Nicola Berti, Capogruppo Alleanza Riformista: “Sicuramente lascia un grande vuoto e poi anche un interrogativo verso la Santa Sede, che è sempre stata particolarmente attenta in questi momenti, anche nelle scelte di pontefici in grado di fare - oltre ad un ruolo ecumenico importante - anche un po' di politica estera. C'è bisogno in questo momento di un Papa che sappia riavvicinare i popoli e che possa, come stava facendo anche Papa Francesco, dare una mano nel colmare le frizioni che esistono in vari contesti della nostra società e del nostro mondo”.
Antonella Mularoni, gruppo consiliare Repubblica Futura: “Intanto, il nome che ha scelto: dall'inizio del suo pontificato ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro, e cioè la vicinanza della Chiesa agli ultimi, ai diseredati, a coloro che spesso non hanno nessuna possibilità di farsi valere nella vita. E a questa scelta, a questo magistero, lui è stato fedele dall'inizio alla fine, senza mai temere di dire quello che pensava, in qualsiasi ambito, anche scontentando i cosiddetti 'potenti' della Terra. Oggi noi ci sentiamo un po' più soli, perché sappiamo che è venuto meno un punto di riferimento importante per tutti”.
Gaetano Troina, gruppo consiliare Domani Motus Liberi: "È stato un Papa di umili origini e che con la stessa scelta del nome ha dimostrato al mondo che tipo di impostazione voleva dare alla Chiesa. Non sarà facile individuare un suo successore, perché in un mondo devastato dalla guerra occorrerà indubbiamente individuare una figura capace di affrontare i tempi che ci aspettano. Sicuramente lascia un grande vuoto; ha fatto tantissimo per la cristianità e l'umanità tutta nel costruire ponti e nel tentare di distruggere muri”.
Giovanni Maria Zonzini, gruppo consiliare RETE: "Francesco è stato sicuramente un capo religioso, un capo di Stato che lascerà un segno indelebile nella storia della Chiesa e non solo. Tutti devono riconoscere che sia stato un infaticabile difensore della pace, specie in un momento in cui proprio questa condizione di pace è stata ampiamente messa in discussione, anche nel nostro continente. Pertanto noi, come RETE, esprimiamo il nostro cordoglio per la morte del Santo Padre ed estendiamo la nostra vicinanza a tutta la comunità dei cristiani cattolici sammarinesi”.