Rapida e senza troppi scossoni, in avvio di seduta, l'approvazione degli ultimi articoli del PdL sull'indicatore della situazione economica per l'equità. Strumento che consentirà – nelle intenzioni del Legislatore - di misurare la reale situazione delle famiglie, assegnando sussidi in base a criteri precisi e verso chi ne ha davvero bisogno; ed evitando dunque distribuzioni a pioggia. Qualche botta e risposta quando si era passati al punto relativo all'introduzione di un osservatorio - composto da esponenti di politica, Governo e parti sociali – con il compito di monitorare gli effetti della Legge.
“Continuiamo ad aggiungere burocrazia”, ha osservato Francesco Mussoni PDCS; auspicando una cancellazione di tutti questi organismi. L'emendamento in Commissione l'avete portato voi della Maggioranza e non sono previsti gettoni, ha replicato Antonella Mularoni, RF; ritenendo utile questo strumento in una prima fase sperimentale. Considerazioni condivise da Fabio Righi, Motus; pur rilevando come vi sia il rischio si crei un organo più di pressione politica che di analisi tecnica. Marinella Chiaruzzi, PDCS, ha ricordato come l'introduzione di questo strumento fosse stata frutto di un dibattito approfondito in Commissione. Obiettivo migliorare le politiche sociali. È uno dei pochi articoli qualificanti di questa legge, ha osservato Emanuele Santi, RETE; sottolineando peraltro come nell'ambito di questo provvedimento vi siano 15 deleghe (10 decreti delegati e 5 regolamenti). Quindi il commento del Segretario agli Interni; l'osservatorio produrrà relazioni, e avrà gli strumenti necessari per accedere a dati e informazioni.
Nelle dichiarazioni di voto finali le Opposizioni hanno ribadito alcune osservazioni, pur nell'ambito di un sostegno di principio al PdL. Strumento importante, ad avviso di DML; ma questo provvedimento è una cornice molto scarna, è stato detto. Focus sui decreti che dovranno essere varati, osservando come in Maggioranza non vi sia una linea comune. Annunciata l'astensione. Così come RETE; considerandola un'apertura di credito. Abbiamo dato un contributo con i nostri emendamenti; ma vedendo certe dinamiche – è stato aggiunto - se non si è arrivati in questo momento a sciogliere i nodi su alcuni temi sarà difficile farlo quando si parlerà di decreti e regolamenti. E' stato trovato il punto di caduta voluto dalla DC, è stato detto. L'obiettivo è che si giunga ad uno strumento di equità e non di sperequazione. Anche RF si è soffermata sulle tante deleghe previste; dobbiamo fare in modo che questo strumento sia veramente necessario. E ciò monitorando, combattendo abusi.
La Maggioranza ha lavorato con determinazione e condivisione al progetto di legge, è stato sottolineato dal PDCS. L'ICEE è solo l'inizio di un grande lavoro; ma è un “passaggio storico”. Richiamato il ruolo delle banche dati, degli uffici pubblici coinvolti, delle associazioni di categoria. Posto anche l'accento sul ruolo dell'Opposizione nell'arricchire la normativa. Sulla stessa linea il PSD, parlando di dibattito costruttivo anche in questa seconda lettura in Consiglio. Provvedimento “indispensabile”. Un “piccolo rammarico”, da parte di AR: la mancanza dei decreti attuativi. Annunciato voto favorevole anche dall'Indipendente Giovanna Cecchetti. Sulla “giustizia sociale” ha insistito Libera; un passo verso un sistema più equo; pur rimarcando come vi sia la necessità di completare il percorso con la nomina dell'organismo di monitoraggio; considerata poi eccessivamente critica la postura delle Opposizioni. Infine la votazione: PdL approvato con 37 voti favorevoli e 11 astensioni.
L'Aula è poi passata al Comma focalizzato sull'Accordo di Associazione UE. Si è partiti dal previsto aggiornamento del Segretario agli Esteri Beccari. Siamo nel vivo della fase finale del percorso di approvazione dell'Accordo da parte degli organismi europei, ha premesso; ricordando per inciso la virata, a dicembre, dalla competenza esclusiva a quella mista. Tutte le istituzioni europee massime – Commissione, Consiglio e Parlamento – sono al lavoro per completare il percorso verso la firma. Dobbiamo, lato San Marino, cercare di stringere i denti in queste ultime settimane; l'obiettivo è vedere l'Accordo produrre i suoi effetti a partire dalla primavera. Da qui il focus attuale sulla fase implementativa. “Stiamo facendo un percorso che San Marino ha voluto fortemente”; sottolineata l'esigenza del Paese di avere un piano di relazioni con i propri vicini, specie in questa fase storica complessa a livello internazionale. San Marino è cresciuto; è un Paese con il quale l'Europa vuole collaborare. Riconosciuta l'esigenza di tutelare questo passaggio; Beccari ha parlato infatti di strumentalizzazioni politiche, seppure non all'interno dell'Aula. “Come l'assurdo parallelo” - ha detto - con il decreto sull'assistenza ai palestinesi. “Fermiamo chi continua a portare avanti la disinformazione”, ha tuonato; registrati applausi in Aula. E' un “momento fragile” - ha aggiunto -; è fragile il Paese se noi perdiamo questa opportunità per delle “sciocchezze”.
Poi l'intervento del collega agli Interni Belluzzi; si è congratulato con Beccari per la “passione” espressa. Da inizio Legislatura abbiamo iniziato a costruire insieme il percorso di applicazione dell'Accordo. Ha parlato di tentativi di “sabotaggio” che “vengono da fuori”. Stiamo lavorando su una bozza di proposte sulle tecniche di recepimento. Ricordato l'avvio di programmi di formazione all'interno della PA. Sollecitata una riforma, nel 2026, delle normative sugli appalti. “E' il momento dell'azione”.
Si è riaperto poi il dibattito. Dai banchi del PSD, condivisione delle parole di Beccari sui rischi della disinformazione. La Politica, per più Legislature, ha deciso di uscire da questo isolamento. Quando ci si avvicina alla fase finale c'è qualcuno che solleva il polverone. Citato il caso del Regno Unito; non si riuscì ad arginare le falsità con la ragione, è stato detto da Gerardo Giovagnoli. Ritirarsi ora sarebbe un “errore catastrofico”. Il miglioramento del rating in questi ultimi mesi è dovuto alla prospettiva europea. Questo progetto non è una fissazione di una elite del Paese. Focus poi nello specifico sul tema del Comma. L'economia si è già abituata a questo contesto, la pubblica amministrazione meno. La competizione dà una mano all'avanzamento del Paese. Intervento condiviso da Nicola Renzi, RF. Il percorso – è stato detto - ha radici lontane. Dobbiamo fare capire tutti i benefici che questo Accordo può portare. Ma in quest'ultima parte, a livello di confronto – sulla definizione delle modalità di attuazione -, qualcosa non ha funzionato. “Coinvolgeteci davvero”. Posto poi l'accento su alcune questioni: il clarifying addendum richiesto dall'Italia; le “lungaggini” dovute ai meccanismi interni dell'UE; e la disinformazione. Si è poi rivolto a Governo e Maggioranza facendo riferimento a un “sito di informazione” dove – è stato detto – vi sono “banner della PA”. “Siete disponibili a prendere le distanze da questo sistema?”. Quindi Carlotta Andruccioli, DML. E' fondamentale vi sia il massimo coinvolgimento, ha detto; biasimando semplificazioni ed approcci ideologici. Non ho ancora capito la posizione del Governo sulla vigilanza bancaria. Sollecitati feedback su costi e benefici dell'Accordo.
E' poi intervenuto il Segretario di Stato Ciacci. Maggioranza compatta sull'Accordo, ha osservato; credo sia arrivato il momento di terminare questo conto alla rovescia. E' importante che il Paese sia pronto; la nostra azione è orientata a questo. Già oggi come Segreteria Territorio ci stiamo attivando. La San Marino da bere degli anni '90 non è più possibile. Sul tema informazione ha dichiarato come sia arrivato il momento di rendere trasparenti i finanziamenti. Poi Giovanni Zonzini, RETE. Ha parlato di parole surreali, sul tema “disinformazione”; invitando il Segretario Beccari a “guardarsi alle spalle”: “chi finanzia il media che porta avanti questa campagna?”. All'interno del Governo c'è forse chi in Aula dice una cosa ma poi dietro le spalle lavora per qualche altro progetto. Cenni ad un editoriale “contro l'Accordo di Associazione” su un quotidiano sammarinese che – ha detto - è “occultamente il giornale di Libera”. I nemici dell'Accordo non penso siano all'Opposizione.
Intervenuto anche il Segretario Canti; sottolineando come sia sua premura informare l'Aula e la cittadinanza delle principali novità in materia di Giustizia. Sottolineata fra le altre cose l'esigenza di una specifica formazione degli operatori; percorso, ha assicurato, già iniziato. Quanto alla Previdenza citato ad esempio il riconoscimento dei percorsi contributivi. Si sta giocando la partita per la sopravvivenza di San Marino, ha sottolineato Iro Belluzzi, Libera. L'Amministrazione parte in ritardo; da apprezzare allora, a suo avviso, gli sforzi del Segretario Belluzzi. Quindi il Segretario di Stato Lonfernini; è la partita politica più importante per il Paese in epoca moderna – ha detto -, che ne cambierà radicalmente l'assetto futuro. Biasimato l'affiancamento di temi, nel dibattito, che ad avviso del Segretario non hanno attinenza con il tema del Comma. Ha poi invitato chi ha perplessità sull'Accordo a riflettere su due episodi: la questione vaccini in epoca Covid; la crisi energetica.