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Legge di bilancio: l'opinione di Cittadinanza Attiva

23 dic 2014
Legge di bilancio: l'opinione di Cittadinanza Attiva
Legge di bilancio: l'opinione di Cittadinanza Attiva
Il cosiddetto “scaricabarile” è un principio che tutti i Governi a guida democristiana, dall’inizio della crisi ad oggi, hanno tenuto bene a mente. E la legge di Bilancio 2015, appena approvata, non si discosta dalla strada così ben tracciata in sei anni di crisi.
Scaricabarile sui giovani, che dovranno pagare gli interessi dei 60 milioni di Euro di mutui accesi a pareggio nonostante la Commissione di Controllo della Finanza Pubblica abbia chiaramente certificato che questo Governo, in tema di revisione della spesa, sia stato finora pieno di belle parole ma povero di fatti. Scaricabarile sui giovani, che dovranno pagare i costi dei pre-pensionamenti che il Governo utilizza ipocritamente per far tornare i conti sul costo del personale. Scaricabarile sui giovani, i sammarinesi di domani, che se si troveranno nel mezzo di un nuovo periodo di crisi non potranno più attingere a quel salvadanaio di risorse che sono i cosiddetti “frustoli”, o gli immobili di proprietà dello Stato non ritenuti “strategici”, perché ci penserà questo Governo a venderli mentre evita bene di intervenire su quello che considera solo un bel serbatoio di voti (e di sprechi) cioè la Pubblica Amministrazione. Scaricabarile pure sulla mutua, tema in cui con la scusa di colpire gli abusi di qualche paziente talvolta in combutta con medici dalla manica larga, per i quali basterebbe incrociare i dati, si vanno a colpire anche coloro che sono realmente impossibilitati a recarsi al lavoro, con un vergognoso blitz in seconda lettura solo parzialmente migliorato prima dell’approvazione.
I giovani, questi sconosciuti alla politica, che sono scarsamente rappresentati nelle istituzioni e nelle organizzazioni di categoria, che non protestano, che subiscono in silenzio e che in pochi considerano, perché non sono organizzati. Per loro, soprattutto per loro, i Consiglieri di Cittadinanza Attiva si sono opposti con forza a queste scelte, e hanno lottato con le unghie per riuscire ad introdurre nelle pieghe dell’ennesima finanziaria inaccettabile qualcosa di buono.
E qualcosa di buono, alla fine, è arrivato.
Dal 1 gennaio 2015, grazie ad un emendamento di Denise Bronzetti, che ha ripreso in parte una proposta già presentata da Civico10 e Sinistra Unita, i nuovi stipendi dei manager degli Enti e delle società partecipate dallo Stato, ma soprattutto quelli delle Banche che hanno ricevuto aiuti pubblici sotto forma di Credito di Imposta, non potranno superare il tetto di 150.000€ lordi, mentre per quelli già in essere la parte eccedente sarà decurtata del 35%. Dal 1 aprile 2015 tutte le aziende che intendano percepire contributi pubblici, o partecipare ad appalti, dovranno obbligatoriamente rendere trasparente il proprio assetto societario, dichiarando gli effettivi beneficiari persone fisiche. Entro metà 2015, cosa fondamentale, tutti i Consiglieri della Repubblica dovranno essere messi in grado di conoscere gli effettivi beneficiari persone fisiche di Banche e Finanziarie, così da avere gli strumenti necessari per valutare eventuali conflitti di interesse nel momento in cui si vanno ad emettere provvedimenti in un settore su cui è stato riversato ormai più di metà del debito pubblico. Banche che dovranno pagare sulle operazioni straordinarie lo 0,5%, non più il risibile 0,1% come previsto in prima lettura. E anche chi importerà metano a scopo di autotrazione dovrà pagare le tasse, accise e monofase, cosa che in prima lettura non era clamorosamente previsto.
Grazie ad un emendamento di Cittadinanza Attiva lo stanziamento 2015 per il progetto Smac è aumentato di 200.000€, risorse da destinare all’abbattimento dei costi per gli operatori, alla velocizzazione della transazione, all’erogazione di servizi tramite Smac, a cui si aggiunge la proposta di Intesa per il Paese condivisa dalla nostra coalizione per la creazione di panieri di beni da incentivare a rotazione con scontistica ulteriore a carico dello Stato.
Due piccoli risultati, infine, sul versante welfare. Chi si troverà a 57 anni senza reddito, avendo finito gli ammortizzatori sociali, potrà richiedere una sorta di pre-pensionamento a 500€ al mese, un’operazione che non costerà nulla ai Fondi perché i soldi erogati negli anni che mancano al pensionamento saranno poi decurtati dall’importo della pensione intera percepita dopo i 60 anni. Una mano arriverà anche per i genitori che a causa della crisi si trovano a carico figli inoccupati con più di 26 anni, che continueranno a percepire gli assegni familiari se i figli in questione dimostreranno di essere alla ricerca attiva di un lavoro.
Questo è tutto quello che siamo riusciti ad ottenere, con giorni di arrabbiature e mediazioni febbrili. E’ pochissimo rispetto all’apertura al debito. E’ pochissimo rispetto alla vendita di beni pubblici, è pochissimo rispetto alla riduzione della mutua per tutti coloro che non hanno malattie oncologiche o degenerative. E’ pochissimo rispetto ai pre-pensionamenti senza disincentivi, che pesano come macigni sui Fondi pensione già in crisi irreversibile. E’ pochissimo, forse, anche rispetto ad un Ordine del Giorno con investimenti in infrastrutture per 30 milioni di Euro, approvato assurdamente al volo al termine del bilancio, senza alcun dibattito dedicato, da un Governo che a quanto ricordiamo dovrebbe essere in piena verifica.
Ma è evidente come per cambiare quelle che sono le linee di base della politica di un Governo che continua ad andare avanti a testa bassa su strade pericolosissime per il futuro di tutti i sammarinesi, linee rimarcate più e più volte da Commissioni di Controllo, opposizioni, organizzazioni di categoria e singoli cittadini, l’unico strumento utile sia quello del voto.
Un altro modello di Paese esiste, fatto di trasparenza, coraggio nelle scelte, attenzione allo sviluppo e all'equità fra generazioni e ovviamente onestà: noi cerchiamo di rappresentarlo e speriamo che i cittadini, a cui spetta in ultima istanza la responsabilità di scegliere chi li deve governare, ci diano una mano a realizzarlo.

CITTADINANZA ATTIVA