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Legge elettorale, la maggioranza: "Nessun blitz, nessuna paura del voto"

Nella proposta di legge della maggioranza "un contributo migliorativo per la governabilità e per lasciare ai cittadini la facoltà di decidere da chi essere governati”

di Annamaria Sirotti
12 apr 2019
Legge elettorale, la maggioranza: "Nessun blitz, nessuna paura del voto"

"Nessun blitz, solo una proposta migliorativa per la governabilità e per lasciare ai cittadini la facoltà di decidere da chi essere governati” “Nessun blitz, questa è vecchia politica. Le regole del gioco si scrivono insieme e il tavolo è nato proprio per questo”. Replica in maniera ferma Matteo Ciacci di Civico 10, in primis, all'accusa di aver paura del voto quando dice: “O si trova un accordo, una sintesi sulle volontà politiche al tavolo o si va al referendum”. Nessuna paura dunque, ma solo un contributo – prosegue - tenendo fermi due obiettivi imprescindibili: “La salvaguardia della governabilità, e il fatto che i cittadini possano decidere in maniera definitiva su chi debba governare”. E aggiunge: “A quel tavolo abbiamo fatto una proposta su tematiche altre rispetto a quelle poste dal referendum”.

Sulla stessa linea Giuseppe Maria Morganti di Sinistra Socialista Democratica quando dice “il nostro progetto di legge non interviene sulla materia referendaria” e va oltre, replicando all'accusa di voler bypassare la volontà popolare, anzi: “Proprio tenendo conto della volontà dei 1200 firmatari – dice - abbiamo avanzato un contributo migliorativo. Una proposta di legge che risolva il problema di un premio di maggioranza troppo forte, ma che insieme non stravolga l'attuale legge elettorale, riconosciuta in più sedi come una delle migliori al mondo. E soprattutto dando valore al voto popolare nella capacità di decidere da quale governo e da quale coalizione vuole essere governato”. Alle opposizioni rivolge un richiamo all'onestà: “che dicano chiaramente che vogliono il referendum solo come banco di prova per il governo”.

Rincara Roberto Giorgetti di Repubblica Futura: “La decisione sul referendum è già stata presa dal Collegio Garante, se non avviene un recepimento del dettato referendario in altra legge non cambierà alcunché”. Torna sul senso del tavolo e del progetto di legge della maggioranza: “Si voleva trovare una modalità per salvaguardare l'elemento più prezioso, il potere dei cittadini di scegliere da chi essere governati e per fare che cosa”. E rimanda le accuse alle opposizioni, a partire – dice - “dal rifiuto di ogni ragionamento. Mi sembra che l'unica vera paura sia la loro, nel portare a giudizio dei cittadini la scelta del futuro governo. Ai cittadini spetta decidere da chi farsi governare – conclude - non a qualche segretario politico”