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Libera contro Governo e maggioranza: "Senza idee, progetti, e spaccati su interessi particolari"

Giustizia e debito estero sotto la lente di Libera che si prepara a festeggiare, per la prima volta insieme, il 28 luglio

di Monica Fabbri
16 lug 2020
Conferenza stampa Libera
Conferenza stampa Libera

Giustizia, debito estero, rapporti con l'Italia, Carisp. Nel bocciare l'operato dell'Esecutivo nei primi sei mesi di legislatura, Libera mette sul tavolo i temi più caldi e parla di "deriva pericolosa, percepita ora chiaramente dai cittadini".

“C'è una forte fibrillazione politica” – esordisce Matteo Ciacci, che attacca un Governo “che si è spaccato su interessi particolari, indicibili, per cui è nata la maggioranza e che ora stanno creando frizioni”. Lo sguardo va alla giustizia, ad “un'azione sconsiderata che porta ad un isolamento del paese e problemi con l'esterno". Giuseppe Maria Morganti parla di ingerenza sulla magistratura. “Se fosse stata davvero interpretazione autentica – spiega - non sarebbe stato necessario approvare uno specifico articolo di legge. Serviva per la retroattività. Abbiamo corso il rischio che sentenze e azioni già prodotte venissero annullate”.

Per Libera dovrà rispondere chi ha portato il paese in queste condizioni. Apprezzata invece la posizione di Iro Belluzzi, “ora alla gogna”. “Senza contraddittorio – avverte Dalibor Riccardi – vengono meno i principi cardine della democrazia e della storia del nostro paese”. Poi la questione del debito estero, “risorse ricercate – dice Ciacci - nella maniera più opaca e onerosa possibile”. Per Eva Guidi fondamentale accompagnare l'operazione a riforme - in primis quella previdenziale - per non utilizzare il prestito per la spesa corrente. Imprescindibile, poi, un progetto paese per il rilancio dell'economia su cui avremmo potuto – dice – lavorare tutti insieme. Una condivisione sancita formalmente nell'odg di Aprile ma di fatto disattesa. Grave, infine, l'assenza di informazioni sul ricorso ad un advisor internazionale per un percorso con il Fondo Monetario. “Stiamo parlando – fa notare – di consulenze milionarie”. Nel mirino anche rapporti con l'Italia definiti “scadenti” e la scelta del cda di Carisp di ritirare la denuncia contro Ciavatta e Santi.

“È una maggioranza forte nei numeri ma debole nelle idee”, conclude Dalibor Riccardi, che nel clima politico divisorio rilancia la festa del 28 luglio, appuntamento organizzato per la prima volta da Libera, “compatta e unita. Segnale diametralmente opposto di quello che sta dando la maggioranza al momento”.