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Lombardi (Pdl): sui rapporti tra San Marino e Italia intervenga il presidente della Regione E-R

25 gen 2011
La situazione della Repubblica di San Marino sia in relazione ai rapporti con lo Stato italiano che con l’economia della Provincia di Rimini è arrivata ad un punto di crisi talmente forte, che fortunatamente tutti se ne sono accorti e stanno cercando di dare una mano per risolverla. Il pericolo è che i legittimi desideri di visibilità, prevalgano sulla sostanza dei contributi utili a risolvere il problema. L’attivismo della Provincia di Rimini è certamente utile, ma come ho avuto modo di dire più volte, oltre a Tremonti, il pallino in mano lo può avere solo Errani. La Provincia può essere un valido supporto, ma deve sensibilizzare il presidente della Regione anche perché in campo nazionale i parlamentari locali e soprattutto l’On. Pizzolante non ha certo bisogno delle sollecitazioni del Presidente Vitali per attivarsi come in effetti già sta facendo anche con colleghi delle Marche. La novità in questo panorama stagnante delle relazioni italo-smmarinesi può essere costituta quindi da un intervento deciso della Regione Emilia-Romagna. I presupposti di questo intervento risiedono, nella riforma del Titolo V della Costituzione, in una norma dello Statuto regionale (Art. 13) e da ultimo in una risoluzione bipartisan votata all’unanimità in Assemblea Regionale il 21 dicembre scorso. Errani è il Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni ed è determinante per l’attuazione del federalismo tanto caro a Tremonti, inoltre a differenza di altri Presidenti, ha tutti gli strumenti per conoscere perfettamente la realtà sammarinese e le sue implicazioni sul territorio emiliano-romagnolo quindi mi pare abbia tutte le carte in regola per assumere un ruolo da protagonista nella vicenda. Università, turismo sistema viario ed aeroportuale e sanità, sono già campi d’azione comune e si stanno valutando possibili sinergie nel campo della formazione professionale e del sostegno ai lavoratori frontalieri soggetti a crisi occupazionale. Io sto facendo la mia parte per sensibilizzare il Presidente Errani, la Giunta e tutti i colleghi Consiglieri ed invito Vitali a spingere più in questa direzione che non in una rapporto diretto con il Ministro, che magari appaga un suo legittimo desiderio di protagonismo, ma che rischia di rimanere un tentativo velleitario.