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Lonfernini risponde all'Anis: unico rammarico la riforma tributaria

4 set 2012
Lonfernini risponde all'Anis: unico rammarico la riforma tributaria
Lonfernini risponde all'Anis: unico rammarico la riforma tributaria
Non sono certamente passate inosservate le osservazioni sulla situazione attuale economica e politica di Giorgi Carlo, Direttore dell’Associazione degli Industriali. "Più che osservazioni o considerazioni sono vere e proprie critiche - replica Lonfernini - a coloro che hanno amministrato la cosa pubblica nel corso delle legislatura che sta per chiudersi". In una nota il presidente Dc Teodoro Lonfernini dice: "Posso condividere le preoccupazioni da parte di chi svolge un ruolo determinante nello sviluppo dell’economia del Paese, ma non posso condividere la tesi che la legislatura non abbia dimostrato di essere stata capace di portare avanti iniziative legislative di alto contenuto: è sufficiente ricordare iniziative legislative che hanno interessato il mondo del lavoro, i vari servizi sociali, compreso l’Istituto per la Sicurezza Sociale, la riforma della Pubblica Amministrazione che mira a renderla efficiente nella conduzione delle varie attività e soprattutto senza dimenticare tutte le riforme per adeguare il nostro sistema economico e finanziario a parametri internazionali, senza i quali non potremmo di certo pensare di costruire una nuova economia reale; non è una questione di due velocità tra la politica e l’impresa".
L’unico motivo di rammarico per i Partiti di Governo e per i Consiglieri è stato quello di non essere riusciti ad approvare la riforma del sistema tributario dopo che il progetto di legge aveva compiuto il suo iter burocratico prima di approdare nell’Aula Consigliare: l’interruzione improvvisa della legislatura ha impedito la sua approvazione. "L’aspetto che più mi ha impressionato, si fa per dire, è la considerazione sulla situazione economica.
Giorgi, - prosegue il presidente PDCS - stando alle informazioni giornalistiche, imputa alla maggioranza di essere stata latitante sulla crisi economica che ha imperversato ed imperversa tuttora.
Se certe considerazioni nascono da una opposizione o da gruppi e gruppuscoli, che in questo periodo nascono come funghi, non mi preoccupa, ma sentirle dal Direttore Generale dell’ANIS che da anni svolge un ruolo determinante all’interno della maggiore Organizzazione di imprenditori, in questa particolare fase storica (campagna elettorale) non può che ingenerare inquietudine.
Economicamente, è cosa ovvia, il Direttore Generale dell’Anis avrebbe dovuto dare atto che la situazione attuale è figlia di una conduzione politico-amministrativa alla quale nessuno, dico nessuno, comprese le Organizzazioni di categoria, ha saputo opporsi: mi sorge il dubbio e non è solo un dubbio, che la situazione faceva comodo a tutti; fiumi di denaro, collegati ad attività poco trasparenti, scorrevano nelle casse delle imprese senza che nessuno si ponesse il problema che prima o poi qualcuno all’esterno avrebbe detto basta".
Altra considerazione di Giorgi: il Paese non riesce ad attrarre nuove iniziative imprenditoriali ed il Governo è del tutto assente.
"Mi chiedo e chiedo: San Marino ha una legislazione tributaria e fiscale di gran lunga più favorevole di qualsiasi altro Paese dell’Unione Europea, una burocrazia alquanto limitata, una pressione a livello di Polizia Tributaria inesistente", si legge "E’ opinione comune che questi sono gli “ingredienti” per attrarre investimenti: perché non succede? La risposta è molto semplice: la causa va ricercata in quella politica, avvallata da tutti, per cui tutto era permesso e le mele marce che si sono lasciate prosperare hanno finito per danneggiare anche le imprese sane ed eventuali nuovi imprenditori, considerano San Marino, per i motivi più vari ma che ben conosciamo, un territorio in cui, fare impresa, diventa sospetto agli occhi del mondo esterno: ma questa per qualcuno sembra un’altra storia".
"Riacquistare fiducia verso il mondo esterno non è stata cosa facile e sicuramente siamo ancora oggetto di verifica; non è solo un problema di black list; ad ogni modo sono certo che per queste ragioni sono servite le riforme di trasparenza e virtuosità che in questa legislatura sono state messe in atto, che piacciano o meno, sono state necessarie e sono convinto che questo lo sappia anche Carlo Giorgi", conclude il presidente democristiano.