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Mafia tra ombre e voglia di riscatto. In due serate organizzate rispettivamente dall’Upr e Sottomarino

28 ott 2011
San Marino - Mafia tra ombre e voglia di riscatto. In due serate organizzate rispettivamente dall’Upr e Sottomarino
San Marino - Mafia tra ombre e voglia di riscatto. In due serate organizzate rispettivamente dall’Upr e Sottomarino
La mafia interessa. Nella stessa serata molti cittadini riempiono le sale di Borgo e Domagnano, per chiedere trasparenza, legalità e che i responsabili paghino. La prima per i “Giovedì dell’Upr” ha il taglio politico negli interventi dei quattro partiti dell’ opposizione. Frammenti di dibattito consiliare dopo la cronistoria degli ultimi due anni. Dall’ allontanamento dei vertici di Banca Centrale, alle recenti Credito sammarinese e Fin capital, una vicenda micidiale per l’ autorevolezza del paese. Il problema, oltre che essere delle persone, è anche della mancanza di strumenti di controllo. Ma nessuno nasconde che l’arrivo dei soldi sporchi è stata una sorta di compromesso per mantenere al paese un certo tenore di vita e dunque riguarda tutti. C’è la consapevolezza che alcuni sapevano e non sono intervenuti, ecco che la commissione antimafia è la presa di coscienza del problema da parte della politica. Sotto accusa la politica estera, gli Accordi con l’Italia sono ancora il punto di svolta, e Banca Centrale. Nel terzo atto di Mafiopoly protagonista è il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli. Insieme al commissario Rita Vannucci non si sottrae alle domande del pubblico. Mette subito in chiaro che senza intercettazioni la lotta alle infiltrazioni mafiose non è possibile. Invita San Marino a sfruttare l’Italia affinché ne possa utilizzare strumenti e mezzi, proprio per intercettare i traffici illeciti. Con regole e paletti concordati a livello bilaterale e circoscritti a questa tipologia di reati. Giovagnoli suggerisce poi che la neonata direzione antimafia sia assolutamente indipendente dal tribunale. Un organo paritetico alla Procura taliana con la quale poter dialogare. Il giudice Vannucci ricorda i recenti crac finanziari, ma si trova, suo malgrado, a fronteggiare il malumore del pubblico, critico con un tribunale immobile sulle inchieste più importanti.

gb