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Maggioranza al tavolo comune per definire gli obiettivi

7 nov 2003
Maggioranza al tavolo comune per definire gli obiettivi
Stabiliti gli obiettivi restano da definire i percorsi idonei al loro raggiungimento, i tempi e i vari passaggi. Per questo gli esponenti del Partito Democratico Cristiano, che ha presentato il documento votato dal Parlamento, del Partito Socialista, i Democratici, Alleanza Popolare e Rifondazione Comunista, si sono seduti allo stesso tavolo. L’intento è quello di individuare, nel rispetto di quanto sottoscritto, i progetti precisi attraverso i quali tradurre le priorità indicate in fatti concreti. Entro il prossimo 20 novembre il confronto dovrà essere concluso e poi toccherà al Consiglio Grande e Generale valutarne gli esiti e dare corso agli adempimenti istituzionali del caso: la dichiarazione della crisi, l’avvio delle consultazioni, il conferimento del mandato esplorativo e la formazione di un nuovo esecutivo. A quella data, stabilisce l’ordinamento, dovrà essere presentata in aula parlamentare la legge di bilancio dello Stato per il 2004, in prima lettura, per arrivare poi all’adozione della cosiddetta finanziaria, il documento contabile che imposta le scelte di natura economica e politica del Governo. Tre, come noto, i punti sui quali le forze che hanno condiviso l’ordine del giorno democristiano si sono impegnate ad intervenire: sul fronte delle istituzioni, dell’economia e dello stato sociale. Nel primo aspetto si indicano come indispensabili: l’approvazione di una nuova legge elettorale, che possa garantire stabilità e istituisca due distinti collegi elettorali, uno per i sammarinesi che vivono all’estero e l’altro per quelli residenti. Essenziale poi la definizione di un provvedimento che realizzi un maggiore equilibrio dei poteri fra Consiglio Grande e Generale e Congresso di Stato, valorizzi il ruolo della Reggenza e regolamenti l’attività del Governo nei periodi di ordinaria amministrazione. In campo economico, oltre al risanamento delle finanze pubbliche, si prevede un rafforzamento del sistema imprenditoriale anche attraverso l’accordo di cooperazione con l’Italia, la ricerca di un rapporto più stretto con l’Unione Europea e l’intera comunità internazionale, una revisione del mercato del lavoro ed un nuovo sistema fiscale. Due punti specifici anche in campo sociale: la riforma del sistema pensionistico e l’adozione di quegli adeguamenti che si riterranno necessari per garantire l’attuale stato sociale.