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Manovra, segnale alla Ue: 2,4% solo il primo anno

3 ott 2018
Il Ministro Giovanni Tria
Il Ministro Giovanni Tria
Il Ministro dell'economia Giovanni Tria è al lavoro per definire gli ultimi numeri della nota di aggiornamento del Def che potrebbe, ma non è certo, arrivare oggi in Parlamento.

Nel pomeriggio di ieri il governo ha lavorato per trovare nuove coperture in legge di bilancio per "accelerare la discesa del debito". Con questo obiettivo ieri si è tenuta una riunione di circa tre ore a Palazzo Chigi, cui hanno partecipato il premier Giuseppe Conte, il titolare del Mef Giuseppe Tria, il ministro dell'interno Matteo Salvini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e i sottosegretari all'economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia. Al termine del vertice sono arrivate una serie di conferme su deficit, riforme e principali misure della legge di bilancio.

"Confermiamo il programma delle riforme annunciate che partiranno già nel 2019" ha riferito il presidente del consiglio Conte mentre il vicepremier Di Maio conferma che "non si arretra sul 2,4% di deficit e sulle nostre battaglie”. Intanto il Governo ha deciso di mandare un segnale a Bruxelles e ai mercati per evitare che la Commissione bocci la manovra finanziaria: si tratta una "accelerazione della discesa del debito pubblico" in rapporto al prodotto interno lordo ma anche del deficit. Che sarà del 2,4% del Pil nel 2019, ma poi è destinato a scendere, secondo le prime stime, a 2,2 nel 2020 e al 2% nel 2021. Non resterà quindi più inchiodato al 2,4% per tre anni, come annunciato finora.

Per il vicepremier Matteo Salvini si tratta di "una manovra coraggiosa, le minacce che arrivano dall'Europa non mi sfiorano. L'anno prossimo debito e deficit scenderanno", ha spiegato in tv. "Quest'anno volevamo mantenere una parte dei sacri impegni presi con gli italiani - ricorda Salvini – come smontare pezzo per pezzo la legge Fornero”. Poi la promessa che “l'anno prossimo il debito scenderà perché gli italiani cominceranno a spendere”.

fm