Messaggio della Reggenza in occasione della Giornata internazionale per le vittime di genocidio

Messaggio della Reggenza in occasione della Giornata internazionale per le vittime di genocidio.
MESSAGGIO DEGLI ECC.MI CAPITANI REGGENTI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA COMMEMORAZIONE E DELLA DIGNITÀ DELLE VITTIME DEL CRIMINE DI GENOCIDIO E DELLA PREVENZIONE DI TALE CRIMINE

Il 9 dicembre, giorno in cui ricorre l’anniversario dell’adozione della Convenzione sul genocidio da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite, si celebra la Giornata Internazionale della Commemorazione e della dignità delle vittime del crimine di genocidio e della prevenzione di tale crimine.
Ricordare e rendere omaggio alle tante vittime del genocidio, ricordare gli eventi che hanno portato allo sterminio di intere popolazioni ed etnie, deve servire a riaffermare con determinazione l’impegno per prevenire e reprimere ogni atto di violenza e persecuzione contro ogni diverso gruppo etnico, razziale e religioso.
La Comunità internazionale con la Convenzione sul Genocidio si è dotata di uno
strumento di primaria importanza, che impegna ogni singolo Stato ad adoperarsi per far sì che simili atrocità, in qualunque parte del mondo, non abbiano più a ripetersi.
Un impegno che anche il nostro Stato ha onorato, ratificando la Convenzione, impegnandosi a far sentire la propria voce in ambito internazionale a difesa del rispetto dei diritti, della dignità e identità di ogni persona e di ogni popolo, adoperandosi per promuovere sempre, con ogni mezzo a sua disposizione le ragioni del dialogo e della collaborazione.
E’ fondamentale, ancor più oggi che istanze di xenofobia e razzismo sono tornate ad affacciarsi sui palcoscenici di tutta Europa, ribadire l’’importanza della repressione, di assicurare alla giustizia i responsabili, ai più diversi livelli, di questo efferato crimine contro l’umanità, di garantire la collaborazione e il sostegno internazionale a tutti coloro che, in qualunque parte del mondo, sono ancora oggi vittime di discriminazioni, di persecuzioni, di gravi violazioni dei loro fondamentali diritti. Ma occorre altresì, e tanto più in questo particolare momento, condannare con tempestività e fermezza ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, e adoperarsi con convinzione per trasmettere ad ogni nuova generazione quei valori di rispetto degli irrinunciabili diritti dell’altro, al di là di ogni differenza, che rappresentano il più efficace antidoto contro il rischio di tornare ad assistere impotenti al perpetrarsi dei più atroci atti di violenza contro i nostri simili.

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