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Mussoni non scarica la governance dell'Iss ma censura le dichiarazioni della Caruso

9 giu 2016
sanitàMussoni non scarica la governance dell'Iss ma censura le dichiarazioni della Caruso
Mussoni non scarica la governance dell'Iss ma censura le dichiarazioni della Caruso - Francesco Mussoni dice no all'ipotesi di allontanare l'attuale dirigenza dell'Iss, pur censurando le...
***Aggiornamento: San Marino si allinea agli standard internazionali in materia di decessi. E apre alla donazione di organi, finora inibita "per effetto del regolamento del 1910 che non consente di procedere in questa direzione”, come ha spiegato il segretario alla Sanità, Francesco Mussoni, dopo i lavori della Commissione Consiliare Permanente. In seduta notturna sono stati approvati due progetti di legge: sull'accertamento e certificazione di morte e sulla celiachia ***


Tema caldo, di questa giornata, il confronto politico in Commissione sanità dopo la dura nota con cui, la Consulta sanitaria, boccia i vertici dell'Iss e chiede di rivedere la governance. Francesco Mussoni dice no all'ipotesi di allontanare l'attuale dirigenza dell'Iss, pur censurando le dichiarazioni del direttore Bianca Caruso, ai media, sul reparto di Ginecologia e Ostetricia: “E' evidente, conferma, che la modalità ha creato una forte tensione e preoccupazione”. “Rispetto alla testa del direttore – dice - la Consulta parla di Comitato esecutivo e rileva l’opportunità di prevedere interventi legislativi sulla governance dell’istituto”. Insomma, per il Segretario alla sanità non si chiede la testa di qualcuno. Pensiamo a non commissariare l’Iss, afferma, non dobbiamo fare la cacciata dei dirigenti che sanno fare il loro lavoro. C'è un problema nei rapporti interni all'istituto, conferma Mussoni che si prende l'impegno, nei prossimi mesi, per “invertire questa tendenza”. Quindi invia un messaggio chiaro alla maggioranza: “A luglio voglio vedere se vuole governare la sanità, e parlo anche del bilancio dell’ISS, oppure se non lo vuole fare”. “Non ho detto che do le dimissioni, sottolinea , ma c'è un aspetto politico aperto e non dobbiamo far ricadere l'istituto in questo terreno”. Per il Segretario alla sanità ci devono essere le condizioni per fare leggi, interventi e per dare le risposte che servono: non è questione “dirigenti si o no”. Ci devono essere le premesse per continuare il lavoro di riforma e riorganizzazione e incidere nel settore- manda a dire- se invece i temi dei rapporti, le conflittualità del problema politico sono prevalenti, è evidente che si dovranno fare le necessarie valutazioni”. Ai commissari Mussoni ha consegnato due documenti: un piano strategico dell’Iss che “fornisce una proposta di lavoro per guardare in prospettiva- spiega - rispetto alle problematiche e anche a scenari positivi”. Il secondo documento è “una valutazione economica delle dinamiche di bilancio dell’Iss. Lo stanziamento previsto per l’Istituto non è sufficiente, se vogliamo servizi e una corretta gestione – anticipa - dobbiamo stanziare di più o prendere decisioni politiche diverse”. Rispetto alla lettera inviata dalla Consulta sanitaria Mussoni riconosce che“esprime una posizione forte che non va accantonata”. Maggioranza e opposizione stigmatizzano le dichiarazioni del Direttore Caruso. “Lavoro nell’ospedale da 25 anni, dice Roberto Venturini della Dc. Non ho mai avvertito il clima di tensione come quello attuale”. Augusto Michelotti, Su, punta il dito direttamente sulla dirigenza: “Bisogna cambiare le persone. Il direttore generale non va bene, non ha creato armonia nella struttura”. Per Franco Santi, C10, “se non vengono presi provvedimenti il Consiglio deve chiederne conto”. Elena Tonnini Rete, rileva che “un equilibrio precario politico si sta evidentemente riflettendo sull’equilibrio precario dell’Iss”. Enrico Carattoni del Psd invita a capire “se il problema sono le persone messe nei ruoli o solo i ruoli, serve un ragionamento al netto della bagarre politica”. Nicola Renzi di Ap evidenzia che “nella gestione del comparto socio sanitario ci sono problematiche evidenti. Non possiamo derubricare tutto alla ricerca di certi equilibri politici”.

Sonia Tura