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Negata estradizione a Battisti. Frattini: “Pronti a ricorrere alla Corte Internazionale”

2 gen 2010
“L’Italia non lascerà nulla di intentato. Pensiamo di portare il caso alla Corte internazionale dell’Aja”. Così il ministro italiano agli Esteri Franco Frattini, che non considera ancora chiusa la partita, forte anche del sostegno delle varie forze politiche dell’arco parlamentare. “La scelta del Brasile di non estradare Cesare Battisti – ha poi continuato – rappresenta un precedente gravissimo che potrebbe influire sul destino di tanti latitanti”. Secondo il titolare della Farnesina la decisione di Lula avrebbe sorpreso persino Giudici brasiliani di fama, ad avviso dei quali sarebbe impensabile addurre la motivazione dei rischi personali per il “no” all’estradizione. Pieno sostegno, alle iniziative di Frattini, da maggioranza e opposizione. “Ci auguriamo – ha dichiarato Donadi, dell’Italia dei Valori – che non ci siano divisioni di fronte all’obiettivo comune di assicurare un assassino alla giustizia italiana”. Il finiano Italo Bocchino si spinge oltre, chiedendo a Berlusconi di incontrare Dilma Rousseff, e comunicarle l’interruzione dei rapporti commerciali tra i 2 Paesi. E proprio al nuovo presidente del Brasile si rivolge, con una lettera aperta, Adriano Sabbadin, figlio di Lino: il macellaio ucciso nel ’79 dai Proletari Armati per il Comunismo. “30 anni fa Battisti ha ucciso mio padre”, si legge nella missiva. “Non voglio vendetta, ma da allora aspetto giustizia e non l’ho avuta”.

Gianmarco Morosini