No alla Commissione d'Inchiesta, le opposizioni: “La maggioranza perde un'altra occasione per fare chiarezza”

“Un atto estremamente grave”: all'indomani della bocciatura della richiesta di commissione d'inchiesta sul sistema bancario, i Consiglieri di minoranza che siedono in Commissione Interni puntano il dito “sull'atteggiamento di chiusura totale dimostrato dalla maggioranza”. Apre la serie degli interventi Alessandro Cardelli, il quale pur non facendo parte della Commissione consiliare ma nel suo ruolo di capogruppo Dc, ricorda “l'esposto di alcuni mesi fa nel quale già si denunciava un intreccio di collegamenti tra i vertici Bcsm e soggetti della finanza privata, e che puntualmente si sono verificati”. Ad oggi ci viene contestata l'assenza di responsabilità politiche che possano giustificare una commissione di inchiesta, ma chi ha dato fiducia a questa Banca Centrale? - si chiede. Tra l'altro - aggiunge Cardelli - sentirsi dire che la commissione di inchiesta potrebbe essere istituita più avanti, alla fine di eventuali procedimenti giudiziari in corso, la riteniamo una presa in giro". "La maggioranza – gli fa eco Mariella Mularoni – ha perso un'altra occasione per fare chiarezza sulle scelte alla base dell'azione del Governo.
A nulla – fa notare Davide Forcellini (Democrazia in Movimento) - è valsa la disponibilità della Dc ad aprire il testo ad emendamenti e ad allargare l'indagine anche agli anni passati. La maggioranza si è arrogata la responsabilità di nascondere come stanno veramente le cose. Da Teodoro Lonfernini (Pdcs) un excursus dei fatti che negli ultimi mesi hanno caratterizzato la vicenda Cassa: il passaggio dal vecchio al nuovo Cda; la presentazione dei bilanci - il primo depositato ma non firmato, il secondo con la nota perdita di 534 milioni a cui nei prossimi mesi – afferma – andranno aggiunti oltre 130 milioni di Asset; poi i fatti del Meeting, le dimissioni in blocco dei 'grandi manager' dal Cda dopo l'allontanamento di Savorelli; il deposito di un ulteriore bilancio con perdita per 54 milioni per effetto della diluizione in 25 anni del deficit: sorge dunque una domanda “Con questo scenario una Commissione di Inchiesta se non ora, quando? Ciliegina sulla torta, - aggiunge - la lettera dei Segretari di Stato nel CCR in cui si evidenzia nero su bianco tutto ciò che noi diciamo da 8 mesi”. Il licenziamento di Savorelli – aggiunge Giovanna Cecchetti del Ps - non basta. Le responsabilità di quanto accaduto vanno attribuite anche a Grais e soprattutto al Governo, appiattito sulle posizioni di Banca Centrale”. “Bocciare la Commissione d'inchiesta? C'era da aspettarselo”, per Giancarlo Capicchioni del Psd, “l'ennesimo atteggiamento politico inopportuno messo in atto dalla maggioranza. La lettera di questa mattina? Un chiaro esempio di tutta l'inadeguatezza di chi governa. I mali non sono tutti riconducibili all'operato di Savorelli, le colpe – rimarca – sono più politiche che tecniche”.

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Nel video l'intervista a Mariella Mularoni, Pdcs.

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