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Noi per la Repubblica torna sul tema giustizia: "Rivendichiamo ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi"

Continua la querelle tra Rete e le forze di opposizione

3 ott 2020
Noi per la Repubblica torna sul tema giustizia: "Rivendichiamo ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi"
Noi per la Repubblica torna sul tema giustizia: "Rivendichiamo ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi"

Rivendica di aver giocato un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi sulla giustizia, Noi per la Repubblica, in un'ampia riflessione sul semestre appena concluso che ha visto – ricordano - la Reggenza uscente gestire – oltre all'emergenza sanitaria - anche le delicate fasi del dibattito in materia, fino all'ultimo Consiglio Giudiziario Plenario, arrivato “dopo almeno tre anni di scontri, e che ha portato alla nomina di Giovanni Canzio” quale nuovo dirigente del Tribunale. Ora, “a lui – osserva NpR – il non facile incarico di ridare equilibrio, serenità ed efficienza all’interno della magistratura e alla politica il compito di elevare il livello del dibattito”. La forza di maggioranza dice basta alle polemiche con al centro le singole persone, esortando a discutere delle riforme necessarie per una buona amministrazione della giustizia, con un occhio sia alle peculiarità di San Marino, sia alle indicazioni degli organismi internazionali. “Ora che al Tribunale – concludono – è stato garantito un dirigente all'altezza del difficile incarico, intendiamo agire per dedicarci alle questioni dell'economia e del lavoro che restano le emergenze del Paese”.

Prosegue intanto il botta e risposta tra Rete e Repubblica Futura, a suon di note stampa. “Non temano lor signori – ironizza il movimento Rete – la nostra attenzione sui temi cruciali non è mai calata e, avendo ben chiara la responsabilità che comporta affrontarli come forza di maggioranza, - sottolineano - siamo ben consapevoli della possibilità che abbiamo di incidere”. Sull'accusa poi di “restaurazione” reiterata da RF, Rete va all'attacco definendola una fake news e citando proprio la nomina di Canzio alla guida del Tribunale come esempio: “talmente di alto profilo e fuori dalle dinamiche del nostro paese – dicono - che di certo non coincide con questa volontà”.

Il movimento nel mirino anche di Libera che replica: “Dal giustizialismo al 'Tarallucci e Vino' il passo è breve”, rinfacciando il silenzio sul Conto Mazzini e il dietrofront su altre questioni. L'invito infine al movimento è quello “ad evitare la politica della menzogna e ad occuparsi di dare soluzioni al Paese che ha un estremo bisogno di risposte sistemiche, riforme, sviluppo e progettualità in un clima di responsabilità comune da sempre auspicato da Libera”.