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PA, quattro le leggi approvate dal Consiglio: ecco cosa cambia

24 lug 2009
Impiegati
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Anzitutto la legge quadro, che indica la direzione da seguire e gli strumenti per percorrerla, impegna le parti verso gli obiettivi indicati, definisce il contesto in cui si collocheranno i vari interventi della riforma. E’ il Congresso di Stato a definire le direttive e le linee di indirizzo politico amministrativo nel rispetto dell’autonomia gestionale degli uffici. Quindi le norme di disciplina per i pubblici dipendenti, che affermano le responsabilità del lavoratore e del dirigente, il quale deve controllare e procedere sul piano disciplinare quando rileva violazioni: interviene direttamente con l’ammonizione o si rivolge al capo del personale in caso di violazioni che comportino sanzioni più gravi. Fra le violazioni sono stati inseriti anche comportamenti genericamente negligenti. La sospensione dal servizio può essere comminata per un periodo di tempo compreso fra 15 giorni e sei mesi, mentre prima non superava i due mesi. La sospensione dal servizio comporta anche la perdita dello stipendio per tutto il periodo interessato: al dipendente spetta solo un assegno per gli alimenti.
Quindi la legge sui concorsi: il cuore del progetto riguarda le procedure del concorso pubblico, che è lo strumento principale mediante il quale l’amministrazione provvede al reclutamento delle risorse umane necessarie. Creato anche un istituto completamente nuovo: l’osservatorio per le procedure di selezione, che deve analizzare le procedure concorsuali e che proporrà schemi di bandi sempre più rispondenti alle finalità di selezioni efficaci ed efficienti.
L’ultima legge riguarda la dirigenza: non ci sono più dirigenti con un mansionario definito dalla legge, ma un dirigente con un profilo di ruolo che ne definisce la professionalità, gli ambiti di competenza e responsabilità all’interno dei quali abbia la massima possibilità di esprimere, nel rispetto degli indirizzi e obiettivi prefissati, le sue capacità manageriali, il suo spirito di iniziativa, le sue capacità di innovazione e di miglioramento.

Francesca Biliotti