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Pacchetto antimafia: a che punto siamo

17 ago 2012
Pacchetto antimafia: a che punto siamo - I primi provvedimenti sono passati in aula senza problemi, ma resta l’ostacolo più duro cioè la cost...
I primi provvedimenti sono passati in aula senza problemi, ma resta l’ostacolo più duro. Infatti se è stato istituito il reato di associazione mafiosa, che di fatto non ha cambiato di molto le cose in tribunale, ed sono stati costituiti un osservatorio ad hoc e la commissione di inchiesta antimafia, ora impegnata nel caso Fincapital, mancano le basi per la loro piena attuazione: cioè la costituzione di una sorta di procura nazionale antimafia, con l’obiettivo di contrastare le organizzazioni mafiose, non solo la criminalità organizzata, così come manca il progetto per costituire un nucleo di polizia investigativa finalizzata proprio a combattere questi reati. Una sorta di Dia italiana, con investigatori formati e specializzati. La formazione, appunto, altro nodo centrale, necessario anche in caso di intercettazioni e con un’arma in più: l’ introduzione della confisca amministrativa dei patrimoni dei mafiosi, con l’ inversione dell’ onere della prova: cioè se hai subito una condanna per mafia, devi dimostrare che il tuo patrimonio è di provenienza lecita. Ma per farlo serve appunto un pool di investigatori in grado di agire. Procura e polizia sono entità necessarie per dialogare, a livello istituzionale, con l’Italia e il resto del mondo attraverso protocolli che inseriscano San Marino nel circuito degli organismi internazionali di contrasto alle mafie. Passi necessari che ora spetteranno a chi avrà la guida del paese. Vedremo se saranno tra le priorità della campagna elettorale.

Giovanna Bartolucci